Dal Passo Duràn (sp 347) al Rifugio A. Sonino al Coldai passando per i rifugi Carestiato, Vazzolèr e, facoltativamente, Tissi
Questa variante amplia la prospettiva sull’intera catena Moiazza–Civetta, sviluppandosi sul versante agordino e toccando tre storici rifugi. Pur richiedendo più dislivello e distanza rispetto al percorso base, evita i tratti più esposti e attrezzati, offrendo comunque ambienti d’alta quota molto suggestivi.
Dal Passo Duràn (1.605 m), sul lato ovest della strada, si imbocca il sentiero CAI 549 che risale ripidamente i prati che contornano il Passo fino a innestarsi su una strada a fondo naturale. Questa, mantenendosi a distanza dalle pareti rocciose, raggiunge il Col dei Pass e il Rifugio Bruto Carestiato (1.834 m, 1 ora), balcone privilegiato sulla Moiazza.
Dal rifugio si prosegue verso nord ovest lungo il sentiero 554, che percorre in ampia traversata il versante sud occidentale della Moiazza, alternando brevi saliscendi tra pascoli d’alta quota, zone di sfasciumi con pini mughi e tratti di bosco. Superata la Forcella del Camp (1.933 m, 2.30 ore), il sentiero inizia una lunga discesa alla base del versante ovest della Cima delle Nevère, con alcuni passaggi sotto roccia, fino ad innestarsi, in corrispondenza di un tornante (1.435 m, 4.30 ore) ai piedi della monumentale Torre Trieste, alla carrareccia 555 che sale da Listolade e Capanna Trieste, su cui si prosegue, verso nord, lungo la base della Val dei Cantoni per raggiungere il Rifugio Mario Vazzoler (1.714 m, circa 5 ore).
Dal Rifugio Vazzoler si continua lungo la mulattiera 560, in direzione della Torre Venezia, con pendenza costante fino alle Case Favretti (1.827 m). Oltre il bosco il sentiero punta alla Sella di Pelsa (1.954 m, 6 ore), dove il paesaggio si apre definitivamente sui bastioni della Civetta. Si prosegue sullo stesso tracciato, ormai sempre su terreno aperto oltre il limite del bosco, ignorando la deviazione per il 567 e attraversando la Val Civetta tra piccoli ripiani di pascolo, ghiaioni e grandi massi, con qualche saliscendi fino al primo bivio con il sentiero 563 per il Rifugio Attilio Tissi (2.250 m, circa 40 minuti di salita da qui). Chi desidera includere il Tissi nel proprio per corso può seguire il 563, compiere l’andata e ritorno al rifugio panoramico e rientrare sul 560, oppure proseguire lungo il 560 fino alla Forcella di Col Rean (2.107 m, 7 ore), dove un secondo bivio con il 563 permette di salire al Tissi in circa 25 minuti.
La traversata della Val Civetta continua tra saliscendi marcati fino al Lago Coldai (2.143 m); un’ultima breve salita porta alla Forcella Coldai (2.191 m, circa 8.45 ore), da cui, in discesa su pendio sassoso, si raggiunge in pochi minuti il Rifugio Adolfo Sonino al Coldai (2.132 m, 9 ore).