Dal Passo Duràn al Rifugio A. Sonino al Coldai
La terza tappa entra nel regno della Moiazza e della Civetta, uno dei tratti più tecnici e spettacolari dell’Anello Zoldano.
Dal Passo Duràn, sul lato ovest della strada, nei pressi del Rifugio San Sebastiano, si imbocca il sentiero 578 che attraversa una zona di pascolo umido e poi entra nel bosco. Alcuni saliscendi e il passaggio su un canale ghiaioso (il “Livinàl del Bus”) introducono a una forcelletta ripida (“el buràngol”), oltre la quale il sentiero prosegue con pendenza più moderata verso nord, fino al ripiano dove sorgono i ruderi di Casèra Moiazza (1.754 m, circa 2 ore). Qui arriva anche il marcato sentiero 559 da Le Vare (località Chiesa, Val di Góima).
Dal ripiano di Casèra Moiazza si apre la scelta tra il percorso base, più alpinistico e riservato a escursionisti esperti, e un itinerario meno impegnativo dal punto di vista tecnico ma non meno lungo.
Percorso base – per escursionisti esperti
Si segue il comodo 559 in salita fino al bordo inferiore del Vant della Moiazza e al bivacco Grisetti (2.050 m, 2.45 ore). Il tracciato prosegue attraversando in direzione nord il grande circo ghiaioso del Vant lungo il “sentiero Angelini” e raggiunge il piede delle Crépe di Moiazzetta, superate attraverso la Forcella Inferiore delle Crépe (2300 m, 3.30 ore), dotata di cavo metallico su entrambi i versanti. È questo il passaggio più impegnativo della terza tappa, che richiede passo fermo e sicurezza su terreni impervi: la salita alla Forcella Inferiore implica qualche passaggio di facile arrampicata e la discesa dalla forcella percorre un cengione ghiaioso inclinato da affrontare con attenzione. Si scende quindi su ghiaie fino al Vant della Moiazzetta della Grava e si risale al Col del Vant (2.324 m).
Il percorso continua attraversando il ghiaione proveniente dalla Forcella delle Sasse, che separa Moiazza e Civetta, incrocia il sentiero 558 in arrivo dalla Forcella della Grava e lambisce lo zoccolo basale della Piccola Civetta. Poco oltre, a quota 2.128 ca., ci si innesta nel sentiero 557, che sale anch’esso dalla Forcella della Grava, da cui, circa a 5.30 ore, si stacca sulla sinistra la traccia verso l’attacco della via normale alla Civetta. Si prosegue lungo il 557, noto come “sentiero Tivan”, che costeggia da est l’imponente parete della Civetta e oltrepassa la deviazione per la ferrata degli Alleghesi.
Si incontra quindi un breve tratto esposto, attrezzato con scalini e cavo metallico (aggirabile con una deviazione lungo la base nord del Crodolón, perdendo circa 80 m di quota e risalendo a ricongiungersi con la traccia lasciata in precedenza), superato il quale in breve si va a incontrare il sentiero 560 che scende dalla Forcella Coldai e si raggiunge il Rifugio A. Sonino al Coldai (2.132 m, circa 8 ore).
Variante meno impegnativa
Per evitare il passaggio per la Forcella Inferiore si può optare, dai ruderi di Casèra Moiazza (1.754 m, 2 ore), per la deviazione lungo il sentiero 578, che scende a sud con un tratto ripido e roccioso ma non difficile verso la media Val della Grava, raggiungendo la rotabile di fondovalle. Questa viene seguita lungo il trac ciato 557 fino alla Casèra della Grava (1.627 m), da cui si risale alla Forcella della Grava (1.784 m), importante crocevia di sentieri. Qui si piega a sinistra lungo il 557, che conduce al “sentiero Tivan” e si ricongiunge al percorso base poco prima della deviazione per la normale alla Civetta.
Dislivello e tempi sono simili al tracciato originario.