I saperi di Zoldo

Neve: la montagna diventa tempo libero

È silenzio

È il mondo che rallenta

È calma

È il passo che scricchiola quando è fredda fredda

È gli alberi carichi che fanno il bosco fatato

È la voglia di perdersi in quel bosco…magari con le ciaspole

È il freddo e la voglia di accendere il fuoco…e, dalla finestra guardarla scendere

È bambini che giocano

È Natale

È un cane che impazzisce e ci si tuffa dentro

È fatica perché bisogna spalarla

È tristezza quando ci piove sopra

È voglia di una sciata…nella polvere (così scio bene anche io)

È rispetto per una montagna che può anche far paura

È bianco

Battito d’ala.

È una montagna così bella non l’ho mai vista

È vedere il proprio fiato

È passeggiare al chiar di luna e vederci come fosse giorno

È non so dove mettere la macchina perché lei ha deciso di scendere e ha posteggiato ovunque

È una valanga dove abbiamo messo in fresco il vino ancora a luglio….era tanto grande

È un inverno lungo

È la strada come una pista da bob…

È capire a cosa servono i pali gialli e neri… dove è la strada?

È desiderio di primavera e colore

È una emozione che non vorrei non vivere

La neve ferma il tempo,  permette un’osservazione più profonda dei luoghi. Registra le tracce, si fa spazzare dal vento e, a volte, ricoprire da neve fresca.

Ammette un senso di preparazione, di comprensione, di purificazione. Con la neve si guarda al monte e alla valle come se, da lì a poco, immersi nel silenzio, stesse per accadere qualche cosa di memorabile.

Si attende con la neve…

e si praticano dimensioni particolari che sono proprie dei bambini e di pochi altri esseri: il gioco e l’incontro del piccolo e del grande contenuti in un solo sguardo. Quando torna la neve, certi scorci delle Dolomiti di Zoldo fanno sentire che il tempo può davvero tornare ad essere libero, praticando le cose più semplici.

 

Anna Zaccone

 




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