Dal Rifugio G. Angelini - Sora’l Sass al Passo Duràn
Dal rifugio Sora ’l Sass la seconda giornata inizia tra prati e mughi, con il gruppo del Mezzodì alle spalle e le prime vedute sul San Sebastiano di fronte.
Il sentiero 534 rappresenta il filo conduttore della tappa e offre due modalità di discesa verso la Val Prampèr: una più diretta e tecnica per escursionisti esperti, l’altra più dolce ma con dislivello leggermente maggiore.
Variante per escursionisti esperti
Seguendo il sentiero 534 in direzione sud, praticamente in quota, ci si porta sul bordo destro del Canalone Nord del Mezzodì. ). Il sentiero si abbassa poi ripidamente sul fianco del vallone, superando alcuni salti rocciosi non difficili ma esposti, attrezzati con funi metalliche, fino a raggiungere il fondo del canalone. Proseguendo lungo il 534 si esce tra ghiaie e mughi e si giunge al torrente Prampèra, in località Pian de La Fópa, attraversandolo su un ponticello in legno (1.200 m circa, 1 ora).
Si risale quindi la Val Prampèr lungo la rotabile di fondovalle, che conduce senza difficoltà al Pian dei Palúi (circa 1.45 ore complessive).
Variante normale
In alternativa, dal Rifugio Angelini si entra nel bosco in direzione nord e si segue il sentiero 534 in discesa fino al ripiano di pascolo della Casèra di Mezzodì (1.349 m). Qui si abbandona il 534, che continua verso Forno, e si piega decisamente a sinistra (ovest) imboccando il sentiero 525, che scende con pendenza regolare verso la Val Prampèr fino a Castelàz (996 m, 1 ora). Si risale poi la valle lungo la rotabile, oltrepassando il Pian de La Fópa e raggiungendo il bordo settentrionale del Pian dei Palúi (1.480 m, circa 2 ore): questa variante aggiunge circa 300 m di dislivello positivo ma permette di evitare i tratti più esposti.
Dal Pian dei Palúi inizia il lungo e spettacolare traverso sotto il San Sebastiano. Abbandonata la rotabile, si imbocca a destra (ovest) il sentiero 536, variante zoldana all’Alta Via n° 1, che punta a nord. Attraversato un macereto di grossi blocchi (i “masaréi”), il tracciato sale deciso al Col de Mechìel (1.491 m), dove confluisce da destra il sentiero 535 proveniente da Pralongo. Il 536 prosegue verso ovest iniziando l’ampio aggiramento del San Sebastiano: una breve discesa in un canalino roccioso da affrontare con cautela per il fondo ghiaioso e friabile (attrezzato con una corda fissa), seguita da un tratto non difficile ma esposto (il “Viàz de l’Ariosto”), introduce a un ambiente severo e affascinante.
Più avanti si incrocia il sentiero 524 proveniente da Pralongo; dopo un tratto ripido si raggiunge un bivio e si tralascia il ramo di sinistra (524) che sale al Vant de Le Forzéle, continuando lungo il 536 fino al bivacco V. Angelini (1.680 m, circa 4 ore), presso la sorgente dell’Aiva dei Scarselóin. Qualche saliscendi tra mughi e una discesa più marcata portano al Vant dei Gravinai, oltre il quale si raggiunge la Forcella della Val Barance (1.688 m, 5 ore), dove giunge da destra il sentiero 539 da Colcervèr.
Un’ultima sezione nel bosco, con saliscendi più dolci e andamento pressoché in quota, conduce infine al Passo Duràn (1605 m, sp 347) e ai rifugi San Sebastiano e Passo Duràn “C. Tomè” (6.30 ore), chiudendo una tappa intensa e molto panoramica.