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Nei dintorni della Val di Zoldo

La Val di Zoldo è collocata in una posizione centrale rispetto al resto delle Dolomiti. Le attrattive sono molteplici, ve ne riportiamo alcune:


Longarone
[dis. Forno 19 km circa– dis. Pecol 29 km circa]
La Tragedia del Vajont
Longarone è una graziosa cittadina a pochi chilometri dalla Val di Zoldo. È ricordata soprattutto per la sua storia recente; il 9 ottobre 1963 alle ore 22.39, una gigantesca onda provocata da una frana scivolata dal monte Toc nel bacino artificiale del Vajont, ha spazzato via l’intero abitato di Longarone ed i paesi limitrofi, lasciando dietro di sé quasi duemila morti. Famiglie distrutte, case che non ci sono più, un’intera comunità che ha dovuto ripartire da zero, ma che non dimentica e continua a testimoniare la terribile tragedia annunciata. Oggi le vicende del Vajont sono raccontate da alcuni luoghi simbolo nel territorio Longaronese, tra questi: il museo “Longarone Vajont, attimi di storia” in Piazza Gonzaga; la Chiesa Monumentale del Michelucci, ricostruita in centro a Longarone, il Cimitero delle Vittime del Vajont a Fortogna di Longarone; la stessa Diga accessibile con visita guidata ed  il campanile di Pirago, una delle poche costruzioni rimaste intatte dopo il passaggio dell’onda. Consigliate le visite guidate, per conoscere una storia fatta di dolore, ma anche di speranza, di voglia di ricominciare e di denuncia.
Castellavazzo
Dal 2013 fuso con il Comune di Longarone, Castellavazzo deve la sua fama alla grande abilità dei suoi artigiani scalpellini, e alla pietra pregiata estratta dalle sue cave, un tempo utilizzata come pietra nobile. Collocato in posizione strategica lungo la valle del Piave, costituiva il luogo ideale per la difesa e il controllo dei traffici tra il Cadore e gli altri territori a nord e la Pianura. A testimoniare la sua forza difensiva, è la torre della Gardona eretta nel 1171, di pianta triangolare, recentemente ristrutturata e facilmente  accessibile con una leggera passeggiata a piedi. Altri punti di interesse per conoscere la storia di Castellavazzo sono il Museo della Pietra e degli Scalpellini, di recente collocato presso un nuovo locale in centro e riaperto al pubblico, la fontana di Castellavazzo e il centro storico del paese.
Longarone Fiere
Unico polo fieristico della Provincia di Belluno, Longarone Fiere è la sede di diversi eventi, alcuni tra i più celebri a livello Regionale, come Agrimont, la fiera di primavera che sviluppa come tema principale l’agricoltura, Arredamont, la fiera dell’arredare e dell’edilizia di montagna, e Mig, la fiera del gelato artigianale, un prodotto che ha reso grandi territori come lo Zoldano, il Cadore e lo stesso Longaronese. Mig si svolge ogni anno i primi giorni di dicembre, accogliendo professionisti del gelato ma anche i suoi consumatori diretti, intrattenuti da iniziative, assaggi e da un programma ricco di sorprese.


Selva di Cadore
[dis. Pecol circa 14 km – dis. Forno 23 km]
Il borgo di Andria
Piccolo e grazioso borgo situato nel Comune di Selva di Cadore, in Val Fiorentina, ai piedi del monte Cernera (sistema Unesco 1, Pelmo Croda da lago). Si tratta di uno degli insediamenti più antichi della Val Fiorentina, e rispecchia perfettamente il classico villaggio dolomitico, con le sue caratteristiche abitazioni in legno e i tabiei (tabiai – fienili), dotati delle barconele, le bifore tipiche della zona di Selva. Passeggiando per l’Andria si può ancora respirare l’anima contadina del nucleo abitativo, con i suoi prati curati, la posizione soleggiata e il mulino di Toffol, da poco restaurato e visitabile d’estate. Altre attrattive del borgo sono: la bellissima chiesetta della Madonna della neve, interamente in legno, la chiesetta di Sant’Osvaldo, il faer per l’essicazione della fava e il travai, per la ferratura del bestiame. Circondati da alcuni dei gruppi dolomitici più belli, Pelmo, Civetta e Marmolada. Si consiglia passaggio all’ufficio turistico di Selva di Cadore per munirsi dell’opuscolo del percorso culturale di Andria.
Mondeval e il museo Vittorino Cazzetta
Selva di Cadore ha dato i natali a un grande esploratore delle Dolomiti, Vittorino Cazzetta, che tra gli anni ’70 e ’80 ha scoperto sulle sue montagne reperti importantissimi, tasselli unici e preziosi per la geologia, la storia e la scienza. Il più famoso è forse l’uomo di Mondeval, cacciatore nomade del Mesolitico vissuto 7500 anni fa negli ampi spazi aperti di Mondeval, splendido altopiano collocato nel sistema 1 delle Dolomiti Unesco (Pelmo Croda da Lago). La sepoltura dell’uomo di Mondeval, la più alta in Europa del periodo Mesolitico, ha riferito importantissime informazioni riguardo le abitudini, l’alimentazione e l’ambiente del tempo, rilevate e diffuse dagli studiosi dell’Università di Ferrara. Alla scoperta del sito di Mondeval de Sora hanno seguito ulteriori approfondimenti, scavi, come quello di Malga Staulanza, e ritrovamenti, come il sito riparo di Mandriz, sempre a Selva di Cadore. Ma Vittorino si è reso protagonista anche di un altro importante rinvenimento, questa volta nell’area dello Zoldano: le impronte di dinosauro su un masso ai piedi del Pelmetto, la prima testimonianza che ha attestato l’esistenza milioni di anni fa di dinosauri sul territorio italiano. Storie che Vittorino voleva mantenere vive per i posteri, oggi conservate dal Museo Vittorino Cazzetta di Selva di Cadore, aperto praticamente tutto l’anno con diverse divertenti iniziative.


Agordo e la Val Imperina
[dis. Forno circa 24 km – dis. Pecol circa 28 km]
Agordo, cittadina collegata alla Val di Zoldo attraverso il Passo Duran, è il capoluogo del territorio agordino. Un tempo grande centro minerario grazie al vicino sito delle miniere della Val Imperina, è protagonista di una delle più antiche storie minerarie d’Italia. Per più di cinque secoli (le prime notizie risalgono agli inizi del ‘400) l’attività estrattiva in Val Imperina è stata attiva, con produzione di rame prima e successivamente con l’estrazione di pirite, fino a chiudere nel 1962. Oggi il villaggio minerario è visitabile e aperto al pubblico, per ammirare gli antichi forni fusori, il pozzo e l’entrata della galleria Santa Barbara. Oltre alla sua storia mineraria, Agordo è uno dei centri principali dell’occhialeria di qualità del Bellunese, così come il Cadore.


Cibiana di Cadore
[dis. Forno 17 km – dis. Pecol 26 km circa]
Un museo a cielo aperto, Cibiana di Cadore nelle Dolomiti è conosciuto come il paese dei murales. Un borgo raccolto al cospetto del gruppo del Sassolungo di Cibiana, dove si respira ancora l’atmosfera di un tempo, tra le strette strade percorribili preferibilmente a piedi, durante una bella passeggiata tra le antiche abitazioni del borgo. Una visita assolutamente da non perdere, quasi d’obbligo durante la manifestazione “Festa dei murales”. Cinquanta opere, nate dall’iniziativa di Osvaldo Da Col, presidente della Proloco e di Vico Calabrò, pittore locale originario dell’Agordino, che nel 1980 hanno ritrasformato il Comune di Cibiana. Gli affreschi a muro sono stati dipinti da artisti di fama mondiale e rappresentano la storia della comunità che vive e che ha vissuto in questa piccola realtà del Cadore. Dall’antichità con il murales de “la vecia e l’Aviano”, sino ai tempi duri dell’emigrazione, all’allegria delle feste ed eventi popolari, ai mestieri delle diverse figure che abitano o abitavano i paesi. Una straordinaria storia dipinta.


Colle Santa Lucia e la “strada della vena”
[dis. Forno 27 km – dis. Pecol 18 km]
Costruita su un colle erboso, tra Marmolada, Civetta e Pelmo, Villagrande del Comune di Colle Santa Lucia è la passione di fotografi di tutto il mondo, rispecchiando perfettamente nell’immaginario, il classico villaggio alpino. Oltre allo splendido panorama, il piccolo Comune del Bellunese possiede una storia che risale a tempi antichissimi. Annesso una volta ai territori della Ladinia tirolese, Colle era un centro di sfruttamento minerario dove si estraeva il pregiato ferro del Fursil, conosciuto allora in tutto il mondo per la sua alta qualità. Da visitare, il centro culturale Casa de Jan, a Villagrande, e percorribile a piedi, la “strada della vena”, collegamento antico per il trasporto del materiale minerario tra Colle e il castello di Andraz, costruito nei territori un tempo sotto il dominio di Bressanone. Da non perdere inoltre le visite estive guidate alla scoperta delle antiche miniere.


Lago di Alleghe
[dis. Forno 33 km – dis. Pecol 24 km]
Il lago di Alleghe si formò nel 1771, in seguito a una frana che provocò uno sbarramento naturale sul torrente Cordevole. Oggi il lago è un elemento suggestivo del paesaggio di Alleghe, da ammirare anche in bicicletta o a piedi lungo il percorso che lo cinge interamente.


Borgo di Sottoguda e i Serrai
[dis. Forno 37 km – dis. Pecol 28 km]
Dal 2016 membro del prestigioso Club di Uno dei Borghi più Belli d’Italia, Sottoguda, nel Comune di Rocca Pietore è un grazioso borgo alpino, nei giovedì sera estivi animato dalla manifestazione “Na Sera da Zacan” dove piccoli stand, mostre, musica e dimostrazioni di antichi mestieri arricchiscono la suggestiva atmosfera tra gli antichi fienili. Non si può parlare di Sottoguda senza menzionare i Serrai: stretta gola creata dall’azione dell’acqua, ricca di cascate e grotte che si estende per 2,5 chilometri fino a Malga Ciapela, ai piedi della Marmolada, la Regina delle Dolomiti. I Serrai di Sottguda sono visitabili d’inverno a piedi o con gli sci, sono il paradiso degli ice climbers grazie alla presenza di numerose e monumentali cascate ghiacciate. D’estate sono percorribili a piedi oppure a bordo di un simpatico trenino.  

Passo Giau
[dis. Forno 34 km – dis. Pecol 25 km]
Splendido passo dolomitico, imperdibile d’estate per chi ama la montagna e i paesaggi carichi di sensazioni e colori. Lungo circa 20 km, il Passo Giau congiunge la Val Fiorentina con Cortina d’Ampezzo, salendo su ampi altopiani costellati dalle caratteristiche baite in legno. Casa di marmotte e aquile, gli spazi immensi confinano con alcune delle cime più conosciute e amate, dal gruppo del Nuvolau, alla tofana di Rozes, ai lastroni del Formin.


Cortina
[dis. Forno 46 km – dis. Pecol 43 km]
La regina delle Dolomiti, Cortina è una delle città più conosciute e visitate di tutto l’arco dolomitico. Famosa per il suo fascino sempre alla moda, per lo shopping e per il suo stile alpino inconfondibile, si trova in un’ampia conca circondata da alcuni dei più bei massicci dolomitici, assicurando al suo visitatore una visuale dall’alto della cittadina davvero mozzafiato. Da visitare il “Museo delle regole”, con i magnifici reperti fossili che raccontano la storia delle nostre montagne, e il territorio circostante, ricco di interessanti spunti naturalistici, come il Parco naturale delle Dolomiti d’Ampezzo.


Belluno e la Val Belluna
[dis. Forno circa 35 km – dis. Pecol 45 km]
Belluno è la città capoluogo di Provincia. Fiore all’occhiello, è Palazzo Fulcis, nuovo splendido museo situato nel centro cittadino, in via Roma. Al suo interno, è possibile scoprire non solo la storia della città di Belluno, ma anche di altri territori del Bellunese, con opere di artisti che hanno dato lustro e orgoglio all’intera Provincia, come Andrea Brustolon, Simone da Cusighe, Valentino Panciera Besarel, Ippolito Caffi e Sebastiano Ricci. Anche il territorio della Val Belluna è ricco di interessanti spunti culturali e naturalistici, tra i consigliati: il museo etnografico di Seravella di Cesiomaggiore, il canyon del Brent de l’art di Sant’Antonio di Tortal, la grotta azzurra di Mel, i Cadini del brenton  e la cascata della Soffia di Sospirolo. Appassionante la storia dei maestri spadai della valle del torrente Ardo, forgiatori di spade tra le più pregiate in Europa e nel mondo, come gli esemplari prodotti dall’officina dei fratelli Ferrara. Oggi, una delle attrattive principali del torrente Ardo è il Bus del Buson, una forra naturale, scenario d’estate della rassegna musicale “Armonie”.  


Lago di Santa Croce e il Cansiglio
[dis. Forno 38 km – dis. Pecol 47 km]
Il più esteso della Provincia di Belluno, il lago di Santa Croce è il paradiso dei kitesurfers, degli appassionati di windsurf e vela, grazie alla sua natura particolarmente ventosa. Amato anche da chi vuole semplicemente trascorrere una giornata al sole, dispone di un’ampia spiaggia dove poter trascorrere la propria giornata in relax. Più a nord, nel territorio dell’Alpago, si trova anche la foresta del Cansiglio, uno dei siti di maggior valore naturalistico di tutta la Regione Veneto. Settemila ettari di foreste di faggi e di abeti bianchi e rossi, dove vivono numerosi animali, come il gallo cendrone e i cervi, di cui si può udire l’inconfondibile bramito in autunno.


Erto Casso e Parco Nazionale delle Dolomiti Friulane
[dis. Forno 30 km – dis. Pecol 39 km]
Erto e Casso è un insediamento antico, situato nella valle del Vajont. L’esistenza di Erto è documentata dai resti di età romana, tuttavia l’evento storico che ha maggiormente toccato queste terre è stato il disastro del Vajont, che cambiò per sempre la vita dell’intera comunità. I borghi oltre alle splendide architetture, raccontano una tragedia che non deve essere dimenticata. Montagna selvaggia e impervia, al limitare con le Dolomiti friulane, patrimonio dell’umanità, quella di Erto è frequentata da moltissimi appassionati, per arrampicarsi sulle sue falesie, dalle numerose vie di differenti gradi, e sulla ferrata della memoria, difficile via che riconduce in verticale nei luoghi del Vajont. Erto e Casso è uno dei Comuni interessati dal Parco nazionale delle Dolomiti friulane, meta per gli alpinisti più romantici che vi si recano per scalare il Campanile di Val Montanaia e di escursionisti avventurosi, che scelgono il torrente Ciolesan per provare la l’emozionante pratica del canyoning.

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