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Con le ciaspe da Pecol alla Baita Civetta

  • Difficoltà: Facile, per famiglie
  • Lunghezza: 5,2 km
  • Tempo di precorrenza: 2 h A/R
Quota:
1572 m
Dislivello:
200 m
Terreno:
Neve battuta su terreno sterrato
Gruppo Dolomitico:
Civetta
Partenza:
Pècol Vecchio, via Piovanel (1400 m)
Arrivo:
Baita Civetta (1579 m)
Periodo consigliato:
Frequentazione:
Alta

Partendo dall'abitato di Pecol e arrivando al parcheggio che si trova nei pressi di casa Bellini (1400 m), prestando molta attenzione, si deve attraversare la pista da sci puntando in direzione del pannello posto vicino alla seggiovia Delle Coste. Tenendo il pannello alla propria destra si sale per un breve tratto ripido nel bosco arrivando così nei pressi della pista da sci e all’inizio della tracciato battuto (cartello giallo che indica che la Baita Civetta è aperta) che si allontana verso destra.

 

Pochi passi e si passa a valle di un edificio in legno nel cui cortile si possono intravedere alcune sculture e dopo una breve salita si sfiorano le protezioni della pista da sci per poi allontanarsene definitivamente. Un bivio evidente manda a destra (cartello Baita Civetta “Al Casot”) con andamento più graduale e piacevole e da questo punto il mondo dello sci da discesa e quello delle ciaspole si allontanano ed il percorso diventa una facile passeggiata tra i boschi , immersi nella quiete del mondo invernale.

Dopo un tratto alberato si apre un’ampia radura con alcuni tavolini sommersi dalla neve e voltandosi all’indietro ecco l’inconfondibile sagoma del Monte Pelmo sporgere dalle chiome degli abeti. Si faccia caso al cartello “Palanche”: verso destra, deviando dal percorso, si possono raggiungere altri tavolini, tra cui alcuni con una copertura, posti lungo le rive del torrente Maè.

 

Il tracciato prosegue invece dritto seguendo quasi subito una netta curva verso destra che fa prendere quota , inoltrandosi nuovamente nel bosco. Giunti nei pressi di un recinto di una presa dell’acquedotto (riconoscibile da alcuni pannelli solari) si è vicini al corso del torrente Maè che qui scorre incassato in una profonda gola. Si faccia attenzione a sinistra, si vedrà un cartello di legno più in basso “Gavon Grant”: se le condizioni di neve lo permettono è possibile raggiungerlo e da quel punto ammirare una suggestiva pozza del torrente ornata dal ghiaccio creato dal salto d’acqua (non proseguire assolutamente oltre il cartello).

Il tracciato continua risalendo il corso del torrente, sempre nel bosco che si apre però abbastanza per lasciar ammirare il Civetta, e i cartelli in legno scandiscono a ritroso il tempo necessario all’arrivo alla Baita Civetta Al Casot finché ci si ritrova di nuovo sulle piste da sci, nei pressi della seggiovia per il Col della Grava. Pochi passi a sinistra seguendo la linea degli alberi ed ecco apparire il delizioso edifico in legno della Baita Civetta, posta ai piedi delle rocciose pareti del Civetta (1579 m).

 

Per chi: per tutti, anche ai neofiti delle ciaspole; da percorrere al mattino per avere più ore di sole a disposizione

Perché: facile escursione, ben evidente e, in determinate condizioni di neve, percorribile anche senza ciaspole poiché viene battuta dai gatti delle neve. Dalla partenza si ha uno spettacolare colpo d’occhio sul Monte Civetta che lungo il percorso fa poi capolino attraverso gli alberi, come pure il Monte Pelmo che, per non esser da meno, appare alle spalle. Il tracciato ha pendenze graduali mai troppo ripide, dopo una partenza presso le piste da sci ci si immerge totalmente nel silenzioso mondo invernale, si attraversa un bel bosco di abeti che a tratti si apre in ampie e assolate radure, per poi affiancare il corso del torrente Maè dai suggestivi giochi di ghiaccio, per arrivare infine alla baita Civetta dove lo sguardo si apre in un panorama emozionante sull’abbraccio del Monte Civetta.

 

Per praticare le escursioni invernali, consultare sempre il bollettino meteo e lo stato del manto nevoso. Ricordiamo che dal 1° gennaio 2022 è in vigore la nuova normativa che prevede l’obbligo di dispositivi di autosoccorso (artva – pala e sonda) per chiunque pratichi attività escursionistiche in ambienti innevati particolarmente esposti a probabili movimenti valanghivi.

 

Scopri anche la passeggiata estiva per famiglie verso le sorgenti del Maè: Verso le sorgenti del Maé: alle Palanche di Pecol (valdizoldo.net)

 

Info
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