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Con le ciaspe da Palafavera a Coi

  • Difficoltà: Medio-facile -Verificare sempre le previsioni meteo e lo stato del manto nevoso (Arpa meteo)
  • Lunghezza: 9,2 km
  • Tempo di precorrenza: 4 h A/R
Quota:
1720 m
Dislivello:
210 m
Terreno:
Neve fresca e neve battuta
Gruppo Dolomitico:
Monte Pelmo
Partenza:
Palafavèra (1514 m)
Arrivo:
Coi (1490 m)
Periodo consigliato:
Frequentazione:

Arrivati in località Palafavera, a circa 2 km dall'abitato di Pecol, andando in direzione del Passo Staulanza, si trova il cartello di inizio sentiero sulla destra, poco a monte del campeggio Palafavèra (1514 m – cartello Orme dei Dinosauri).

 

Il sentiero sale subito ripido incuneandosi nel fitto di un bosco di larici e abeti; superata una zona umida, identificata dalla presenza di passerelle di legno sommerse dalla neve, si arriva sulle rive del rio Bianco, attraversandolo. Subito dopo si devia decisamente a sinistra, ancora in forte salita, risalendo per un breve tratto il corso del rio. La salita è ripida ma porta in breve ad una radura di fronte alle pareti rocciose del Monte Pelmo, all’inizio del Plan de le Mandrate.

All’altezza di un grosso masso il cartello giallo manda verso destra e si percorre una piacevole area aperta tra due ali di bosco, con pendenza ora graduale che alterna brevi salite a brevi discese toccando la quota più elevata dell’escursione (1720 m).

La vista sul Pelmo si va a perdere, in compenso appare in tutta la sua magnificenza il Civetta sulla destra, visibile da varie aperture tra gli alberi.

 

L’ampia pista prende a scendere in maniera costante, supera una panchina posta in un punto particolarmente evocativo e ignorando alcuni bivi che farebbero scendere a Mareson, porta alle prime case della Casera di Coi (1618 m, fontana). Una volta superati gli edifici affacciati sugli ampi prati (fontana), la strada si incassa profondamente tra due alte rive per poi sbucare a ridosso delle prime abitazioni di Coi, arrivando infine sulla strada asfaltata.

Si consiglia di seguire la via in discesa fino alla chiesa (1490 m), così da arrivare ai più bei punti di vista sugli stupendi edifici e sul Monte Pelmo che li sovrasta, in special modo all’altezza della seconda fontana.

 

 

Per chi: per tutti ma con un minimo di orientamento 

Perché: dopo un inizio ripido nel folto di un suggestivo bosco si percorre un’ampia pista graduale che apre punti di vista grandiosi verso il Civetta ed il Pelmo, un tragitto tranquillo e rilassante che porta a Coi, una deliziosa frazione caratterizzata da bellissimi tabiai, le tipiche costruzioni in legno, ben recuperati e in posizione felice sotto la mole del Pelmo.

 

Per praticare le escursioni invernali, consultare sempre il bollettino meteo e lo stato del manto nevoso. Ricordiamo che dal 1° gennaio 2022 è in vigore la nuova normativa che prevede l’obbligo di dispositivi di autosoccorso (artva – pala e sonda) per chiunque pratichi attività escursionistiche in ambienti innevati particolarmente esposti a probabili movimenti valanghivi.

Info
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