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Con le ciaspe al laghetto del Vach

  • Difficoltà: Facile - Verificare sempre le previsioni meteo e lo stato del manto nevoso
  • Lunghezza: 7 km
  • Tempo di precorrenza: 3 h (A/R)
Quota:
1400 m
Dislivello:
400 m
Terreno:
Neve quasi sempre battuta su fondo sterrato
Gruppo Dolomitico:
Tamer - San Sebastiano
Partenza:
Pralongo - Chiesa di Sant'Andrea (985m)
Arrivo:
Laghetto del Vach (1361m)
Periodo consigliato:
Frequentazione:
Alta

Dal parcheggio alla fine dell'abitato di Pralongo (985 m) si torna al ponte per raggiungere la chiesa di Sant’Andrea (fontana). Appena prima dell’edificio sacro si devia a sinistra e poco dopo l’asfalto lascia il posto all’ampia pista innevata che si inoltra in salita, risalendo il corso del torrente Malìsia che scorre alla nostra sinistra.

 

Nota: volendo, è possibile percorrere in alternativa la strada che parte direttamente dal parcheggio, tenendo il torrente Malìsia alla propria destra. Il tragitto è poco più lungo come chilometri e più graduale ma, poiché è la strada di servizio dell’agriturismo Casera del Pian, è parzialmente in asfalto e ripulita dalla neve. Il cammino risulta in tal modo più agevole ma sarà necessario portare le ciaspole in spalla.

 

Al primo bivio (che porterebbe a Colcervèr) si prosegue dritti sulla pista più ampia che sale in maniera costante, abbastanza graduale ma con alcuni tratti più ripidi, mentre si attraversa un suggestivo bosco. Senza ulteriori deviazioni, la piacevole pista termina nei pressi di un ponte (1162 m). Deviando oltre il ponte sulla sinistra si raggiunge in pochi passi l’agriturismo Al Pian, ed i suoi animali tra cortile tra cui simpatici, minuscoli, pony.

Per il lago del Vach si va invece a destra (cartello giallo), in salita sempre continua che alterna tratti più ripidi a tratti più graduali. Attraversata una zona di bosco più folto si arriva ad un radura assolata e se ci si volta per un momento si vedrà apparire la sommità del Monte Pelmo.

Rientrati nel bosco si continua sulla pista più evidente, ignorando i vari bivi segnalati e si arriva facilmente ad una ulteriore radura. Non sembra, ma sotto i nostri piedi si trova il lago del Vach, sommerso da una coltre nevosa (1361 m).

Tenendo ora la sinistra (cartello Sorgente) ci si può avvicinare alla cascata che alimenta il lago, già visibile dopo pochi passi, e che in inverno ghiaccia creando spettacolari sculture naturali. L’avvicinamento è in funzione del tipo di innevamento e una volta giunti nei pressi si deve prestare attenzione al ghiaccio nascosto dalla coltre nevosa, ma con la dovuta cautela è possibile ammirare uno spettacolo unico!

 

Per chi: per tutti, anche ai neofiti delle ciaspole; da non partire troppo presto al mattino, per non camminare all’ombra e al freddo.

Perché: salita graduale e senza difficoltà, attraverso un piacevole bosco che si apre a tratti in rilassanti radure, per raggiungere il luogo che in estate ospita un laghetto e in inverno è l’anticamera di una emozionante cascata ghiacciata

 

Per praticare le escursioni invernali, consultare sempre il bollettino meteo e lo stato del manto nevoso. Ricordiamo che dal 1° gennaio 2022 è in vigore la nuova normativa che prevede l’obbligo di dispositivi di autosoccorso (artva – pala e sonda) per chiunque pratichi attività escursionistiche in ambienti innevati particolarmente esposti a probabili movimenti valanghivi.

 

Scopri anche la passeggiata estiva per famiglie, con possibilità di giro ad anello: La cascata e il laghetto del Vach in Val Barance (valdizoldo.net)

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