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La strada del fieno

  • Difficoltà: Facile, per famiglie
  • Lunghezza: 3.480 m
  • Tempo di precorrenza: 1,15 h
Quota:
1.381 m
Dislivello:
78 m
Terreno:
Strada sterrata, sentiero, strada asfaltata
Gruppo Dolomitico:
Monte Civetta
Partenza:
Pecol piazzale cabinovia 1.381 m
Arrivo:
Pecol piazzale cabinovia 1.381 m
Periodo consigliato:
Estate e autunno. In primavera possibilità di trovare neve
Frequentazione:
Alta

Comoda passeggiata pressoché priva di dislivelli, senza alcuna difficoltà e fattibile anche da famiglie con bambini nel passeggino. Poco lontano dai centri abitati, offre interessanti spunti naturalistici, con una bella vista sulla mole del Monte Pelmo.


A Pecol, dal piazzale della cabinovia del Crèp (ampio parcheggio) ci si dirige verso sud, passando sotto i garage e i magazzini della Società Seggiovie Valzoldana, dove parte un ampio sentiero che, poco più avanti, incrocia la strada forestale della Schirata, che scende verso il torrente Maè e lo segue sulla destra orografica (attenzione al bivio tenersi a sinistra verso il fondovalle e non salire lungo il sentiero 585). Arrivati alle belle e antiche case e fienile di De la de l’Aiva, che si superano sulla destra (la strada a sinistra riporta nel centro di Maresòn, 1334 m, dove spicca il caratteristico campanile a cipolla della chiesa di S. Valentino), si prosegue lungo la stradina sterrata fino in località Palma (1300 m ca, 30 min). Qui si trova un ristorante pizzeria e, nell’ampia conca prativa, accanto alla stazione di partenza di una sciovia dello Ski Civetta, sono state allestite anche alcune attrezzature per i giochi dei bambini, oltre che il maneggio di Zoldo mountains.


Per tornare a Pècol si segue per un breve tratto la strada che porta a Pianaz, sulla sr 251. Appena dopo il ponte sul Maè si imbocca a sinistra il sentiero che costeggia il torrente sulla sinistra orografica e che lambisce il paese di Mareson.
Si prosegue su strada sterrata e poi sulla strada comunale fino in località la Grava, dove si trovano una vecchia segheria in disuso e un’antica calchera ristrutturata, dove un tempo si cuoceva la calce utilizzata per la costruzione degli edifici di Mareson e Pècol. Dirigendosi a sinistra, ovest, si attraversano quindi il Rio Canèdo e il torrente Maè e si riprende il sentiero che sale al piazzale della Cabinovia (1 h e 15 min).


Mareson Chiesa di San Valentino
La chiesa di San Valentino si trova lungo la via principale di Maresòn, ben individuabile anche da lontano grazie al caratteristico campanile, costruito nel 1765, con la copertura a bulbo (inusuale nello Zoldano) che denota gli influssi dell’architetto Juvarra, a cui si deve il campanile del duomo di Belluno. La parrocchiale fu consacrata nel Quattrocento, su una preesistente cappella forse dedicata a S. Cristoforo. L’interno è a navata unica con la volta parzialmente decorata a tempera; le due cappelle laterali sono dedicate a S. Andrea e alla S. Croce; quest’ultima ospita un altare ligneo opera di Andrea Brustolon.


La frana del Pelmo
È geologicamente provato che la piana dove sorgono Pécol e Maresòn era un antico lago poi riempito di detriti, che si era formato in seguito a una frana rovinata dal Pelmo, ora ricoperta di vegetazione ma ancora evidenziata da una moltitudine di enormi massi (Sass del segnàl, Pièra del bosch, eccetera). Suggestiva è la leggenda che narra come fu provocata: un tempo il Pelf (come si chiamava) era ricoperto di vegetazione, con tanto di pascoli e casère nel circo glaciale. Ma in seguito a un torto subìto, un giorno si scrollò di dosso il manto verde, e lo buttò sul fondo della valle, dove bloccò il corso del Maè formando il lago.

 

[Testo: Unione montana Longaronese Cadore Zoldo]

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