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La strada de Lizon

  • Difficoltà: Facile, per famiglie
  • Lunghezza: 2.290 m
  • Tempo di precorrenza: 1 h 15 min.
Quota:
1.570 m
Dislivello:
126 m
Terreno:
Strada e sentiero
Gruppo Dolomitico:
Monte Pelmo
Partenza:
Zoppè di Cadore 1.444 m
Arrivo:
Zoppè di Cadore 1.444 m
Periodo consigliato:
Estate
Frequentazione:
Bassa

Un percorso breve e facile, che da Villa sale agli aperti prati di Pian, passa davanti ai nuovi complessi abitativi costruiti sulle pendici del Col de la Viza e, per un bel sentiero nel bosco, ritorna nell’abitato in corrispondenza del ponte all’inizio di Sagui.

Dal centro del paese si segue in discesa la strada provinciale per poco più di un centinaio di metri, quindi si prende la stradina che salendo entra nel borgo Villa, tra antichi tabià e case (tra queste quella del pittore Fiorenzo Tomea). In corrispondenza di una fontana si sale a sinistra per la stradina del Col de Costa, aperta tra bei prati, con un ampio panorama sui monti di Zoldo; si sale per circa 200 metri, a tratti molto ripidamente (bello il crocifisso che si trova a circa metà percorso), fino a raggiungere la strada comunale che da Bortolot sale a Pian (chi volesse evitare il ripido percorso può seguire questa strada che parte dall’estremità settentrionale di borgo Bortolot).


Si prosegue poi per la strada che sale a Pian, si passa accanto alla piazzola dell’eliporto e si prosegue in direzione delle nuove abitazioni (via Lizon) che dominano il pianoro dalle pendici del Col de la Viza. Abbandonando in corrispondenza di queste la strada (che prosegue verso Forcella Ciandolada e il rifugio Venezia), si segue la via che passa davanti agli edifici (ampio parcheggio pubblico) e prosegue pochi metri terminando in corrispondenza di un’antenna televisiva. Qui prosegue un bel sentiero (indicazioni per Zoppè, segn. Cai 456), che dopo alcune anse in discesa taglia il Col de la Viza in direzione ovest e scende a Zoppè sopra borgo Bortolot.


Al suo termine, anziché cedere alla tentazione di raggiungere subito la strada comunale ormai in vista, conviene proseguire in quota per un altro breve tratto, passando accanto a vecchi tabià, e quindi, seguendo la Strada del Fen (segnalata da frassini centenari e più avanti da un filare di più giovani faggi), si torna sulla provinciale poco a monte di borgo Villa.


Masi Simonetti (1903-1969)
Tomaso Michele Simonetti nasce a Zoppè di Cadore il 27 marzo 1903. Rimasto orfano in giovane età, viene allevato dapprima dalla nonna Anna Maria Menegus e poi, nel 1919, emigra con lo zio Bortolo a Pavia. Qui fa il venditore ambulante di dolciumi ma ha l’opportunità di frequentare lo studio di un professore di disegno. Nel 1925 si trasferisce a Parigi presso la sorella Amalia dove ha modo di entrare in contatto con le tendenze pittoriche d’avanguardia (cubismo, astrattismo, ecc.) e dove, nel 1932, si sposerà con Madeleine Leonine Aubert. Dal 1930 al 1947 partecipa a vari eventi artistici importanti del tempo (Salon des Indipendents, Maison des Prisonier) e presenta le sue prime mostre personali in Francia (1937 Galerie Carmine, 1943 Galerienneau, 1944 Galerie Carpenter). Nel 1947 iniziano i suoi ritorni a Zoppè, con soggiorni periodici che saranno sempre più lunghi. Durante la sua vita sono state due le mostre personali allestite in Italia: nel 1963 al Museo Civico di Belluno e nel 1965 al Circolo Artistico di Cortina d’Ampezzo. Fra il 1966 ed il ’67 lavora a due grandi opere che si possono ammirare oggi alla Scuola Media di Forno di Zoldo. Poco prima del Natale 1968 torna a Parigi dove, colpito da un male incurabile, muore all’età di 66 anni, il 21 febbraio 1969.

 

[Testo: Unione montana Longaronese Cadore Zoldo]

 

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