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Il bosco secolare
  • Difficoltà: Facile, per famiglie
  • Lunghezza: 4.350 m
  • Tempo di precorrenza: 1 h 30 min.
Quota:
1.054 m
Dislivello:
85 m
Terreno:
Sentiero
Gruppo Dolomitico:
Partenza:
Astragal 969 m
Arrivo:
Astragal 969 m
Periodo consigliato:
Estate, autunno
Frequentazione:
Media

Facile percorso pressoché pianeggiante su una bella strada nel bosco alle falde del Col de Salèra (Monte Punta), con scorci panoramici su Mezzodì, Tamer- S. Sebastiano e Moiazza. Molto interessanti gli abitati di Astragal e Villa.


Una ripida strada raggiunge Astragal, in invidiabile posizione panoramica sulle pendici meridionali del Monte Punta. Sulla piazzetta del paese si affacciano la chiesetta dei Santi Fabiano e Sebastiano e un antico palazzo signorile. Appena prima si trova la casa natale di Valentino Panciera Besarèl, famoso scultore zoldano, e di fronte la casa con il giardino botanico che fu degli Angelini, ai quali si deve la prima organica descrizione dei monti di Zoldo. Dalla piazzetta si procede fino a Col, in fondo al paese, e in corrispondenza di una curva a destra si prende la strada sterrata quasi pianeggiante che si inoltra verso ovest nel bosco di conifere e latifoglie.


La strada si interrompe in corrispondenza del Gaf de Malvarè, un torrentello che qui ha scavato una suggestiva forra, per riprendere sul versante opposto. Nessun problema comunque: il breve tratto di sentiero è largo e ben tracciato e il ruscello si supera su un solido ponticello. Con un breve ripido tratto in discesa si passa per Pratoran, con l’isolata casa De Fanti, dove una fontana può dare ristoro, poi si risale raggiungendo Villa (1014 m, 40 min). Dalla piazzetta del paese, circondata da vecchie case e dalla chiesetta, è possibile ammirare il panorama sul Mezzodì e sulla Valle di Goima; bello anche il “brent grant”, una grande e antica fontana accanto alla piazza.


Prima di fare ritorno ad Astragàl, in un quarto d’ora si può scendere a Dont (926 m) per la strada comunale. Il paese, all’imbocco della valle del torrente Duram, un tempo era importante per la fusione e lavorazione del ferro: qui si trovavano molti forni fusori e fusinèle e sul monte Canazé c’erano le miniere di ferro e piombo. A Dont è possibile visitare la chiesa di Santa Caterina, in cui sono conservate opere del Brustolon e del Besarèl, e gustare un autentico gelato artigianale zoldano al bar Pelmo, nei pressi del parco giochi. Come alternativa per il ritorno ad Astragal dalla piazzetta di Villa si sale per via Nosgièda, la si percorre, si attraversa la recente Villa dei De Rocco e da lì riparte prima un ripido sentiero che porta ad una presa d’acqua e poi prosegue come comoda mulattiera per collegarsi alla forestale che porta verso il Col de Salera.


Valentino Panciera Besarel
Valentino Panciera Besarèl nacque nel 1829 ad Astragàl da una famiglia di decoratori e falegnami (il nonno lavorò per i conti di Collalto, del padre sono la Madonna del Caravaggio nella chiesa di Astragàl e l‘altare maggiore e la statua della Madonna della Salute nella parrocchiale di Dont). Valentino divenne famoso a Venezia, dove aprì uno studio in San Barnaba e i suoi lavori furono anche premiati alle esposizioni mondiali di Vienna nel 1873 e di Parigi nel 1878. Sue opere si trovano in quasi tutti i luoghi di culto dello Zoldano, in Cadore, ad Agordo, in Val Belluna; una delle sue opere più belle conservate in Zoldo è l’altare della Vergine del Rosario nella Pieve di S. Floriano. Morì a Venezia nel 1902.

 

[Testo: Unione montana Longaronese Cadore Zoldo]

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