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Borghi da scoprire
  • Difficoltà: Facile, per famiglie
  • Lunghezza: 4.120 m
  • Tempo di precorrenza: 1 h 30 min.
Quota:
929 m
Dislivello:
89 m
Terreno:
Strada e strada sterrata
Gruppo Dolomitico:
Partenza:
Forno di Zoldo 840 m
Arrivo:
Forno di Zoldo 840 m
Periodo consigliato:
Tutto l'anno - attenzione al ghiaccio d'inverno
Frequentazione:
Media

Percorso quasi interamente su strada (tranne la breve salita della “strada de i Sass”), che porta a visitare alcune delle testimonianze artistiche più significative della Val di Zoldo. Bella la vista sui monti che chiudono la bassa valle e su Civetta-Moiazza.


Dal centro di Forno si salgono le scale che portano alla chiesetta di S. Francesco, addos sata alla Casa dei Ciòri, e al palazzo del Capitanio, sede del Museo del Ferro e del Chiodo. Da qui sale a destra la Ria da Canp, che porta a Campo, dapprima ripida e stretta fra le case, poi in piano e aperta su Forno e Baron; superato il caratteristico lavatoio coperto (brent da lesìa), la strada si fa più ripida e raggiunge le prime case di Campo. Qui si gira a sinistra, si attraversa il piccolo nucleo di Sorogno e si sale per “la strada de i Sass” fino alla Pieve. La piazza è dominata dalla chiesa di San Floriano, grandioso monumento del XV secolo, con un elegante e ardito campanile; notevoli anche la casa Pra Agnoli e altri edifici signorili allineati sui due lati. Dal sagrato della chiesa si può girare lo sguardo su tutti i monti della bassa Val di Zoldo: Rite, Castelìn, Bosconero-Serra, Mezzodì, San Sebastiano- Tamer, Moiazza e Civetta; solo il Pelmo non si vede, coperto dal Monte Punta. Accanto alla chiesa scende la Via Crucis fino alla chiesa gotica della Madonna Addolorata e al suggestivo cimitero dove è sepolto anche il Besarel, il più insigne degli artisti zoldani. Dopo una breve digressione per visitare Sommariva si può riprendere la strada di Campo per scendere a Forno.


Un’alternativa più fruttuosa sarebbe comprendere nell’itinerario anche Bragarezza (929 m), dove si trovano antichi tabià, abitazioni che conservano affreschi popolari, fontane ottocentesche e la seicentesca chiesa di San Rocco. Per il ritorno si scende tra le vecchie case del paese (XVI secolo) per un sentieromulattiera che porta a Villanova (911 m) e da qui seguire la strada fino a Ciamber (834 m) (percorso poco più lungo del precedente). In corrispondenza delle prime case (fontana) si attraversa il torrente Maresòn per salire a Pra e Dozza per un ripido sentiero che sale di fronte al ponticello, oppure a Sommariva per il sentiero-mulattiera che parte alle spalle del complesso industriale.


Chiesa di S. Floriano
La parrocchiale di S. Floriano, di stile romanico-gotico, è stata inaugurata nel 1487, ma risale forse al X secolo. Al suo interno conserva un imponente altare maggiore con la pala di S. Floriano, l’Altare delle Anime del Brustolon, il pulpito del Paolo Gamba Zampol e l’altare della Vergine del Rosario, opera del Besarel. Il campanile, alto 47 m, ha una guglia particolarmente elegante ricoperta di scandole di larice; è opera di Giovanni Batta Panciera Besarèl che la ricostruì nel 1844 dopo un incendio. Nella torre campanaria vi sono quattro campane di recente fusione a sostituire quelle donate alla Patria durante la Grande Guerra.

 

[Testo: Unione montana Longaronese Cadore Zoldo]

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