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Arsiera - l'antico borgo delle miniere

  • Difficoltà: Facile, per famiglie
  • Lunghezza: 3.680 m
  • Tempo di precorrenza: 2 h
Quota:
1.333 m
Dislivello:
211 m
Terreno:
strada sterrata, sentiero
Gruppo Dolomitico:
Partenza:
Ponte Cervegana 1.122 m
Arrivo:
Ponte Cervegana 1.122 m
Periodo consigliato:
Estate
Frequentazione:
Media

Attenzione: a causa della tempesta Vaia dello scorso ottobre (2018) il percorso non è attualmente percorribile. 

Per raggiungere Arsiera, si deve seguire una piacevole strada forestale risale per un breve tratto il torrente Cervegàna e consente di raggiungere il paesino disabitato di Arsìera, il cui nome è legato alle miniere di galena e blenda. Si ridiscende poi al torrente per risalire a Cornigiàn, da dove si torna al punto di partenza attraverso la vecchia strada del Passo Cibiana.


La strada provinciale 347 del Passo Cibiana, due chilometri dopo Fornesìghe e poco prima di Cornigiàn, attraversa il torrente Cervegàna. Qui si lascia l’auto (1.122 m), nel modesto spazio al di qua della sbarra che chiude al traffico la strada forestale, la quale risale il torrente in direzione nord est. La si segue e poco più avanti, in corrispondenza di un piccolo tabià, questa si biforca. Si sale quindi a sinistra, la strada si restringe a sentiero e diventa sempre più ripida. Questa sale verso est e sbuca sui prati appena sotto l’abitato di Arsìera (1.333 m, 45 min).


Il paese ha antiche origini contadine (XIV secolo) ed è caratterizzato da un clima particolarmente favorevole, (ben esposto al sole e protetto dai venti a nord dalle crèpe del Col Dur), esso è noto altresì per le vicine miniere di galena e blenda, il cui imbocco è situato poco a monte dell’abitato. Arsìera è stata abitata fino alla metà del Novecento, quando l’ultimo residente ha abbandonato il paese. Per il ritorno conviene scegliere il sentiero che scende in direzione sud, ritornando a livello del torrente in corrispondenza di un altro tabià. Si segue per un breve tratto la stradina, fino a individuare sulla sinistra un ponticello che attraversa il torrente Cervegàna e porta a imboccare il sentiero che sale piuttosto ripidamente a Cornigiàn, piccolo paese posto ai bordi della sp 347 (1.220 m, 30 min, bar-ristorante).


Si scende a questo punto verso sud, raggiungendo una stradina a destra, che porta alla sede della ex colonia e da qui si prende il sentiero che conduce, in pochi minuti, al punto di partenza. In alternativa al percorso precedente si può proseguire per la strada provinciale costeggiando il piccolo nucleo di case, si passa accanto alla casèra di Pian de Levina (agriturismo) e proseguendo, con un ampio giro si ritorna al punto di partenza (45 min).


La miniera di Val Inferna
Sulle pendici del Col Dur, a monte del nucleo abitato di Arsìera, si trovano le gallerie di accesso alle miniere di Val Inferna (1490-1550 m circa), dalle quali si estraevano minerali argentiferi, soprattutto blenda (ZnS) e galena (PbS), da cui si ricava zinco e piombo. Il primo documento in cui vengono citate queste miniere è la concessione di sfruttamento accordata nel 1368 dal patriarca di Aquileia al cadorino Cristoforo Vecellio (anche se alcuni ritengono che venissero sfruttate già nell’XI secolo), insieme all’uso dei boschi del monte Rite per ricavarne carbone di legna per alimentare i forni di fusione. Queste miniere, attraverso alterne vicende, rimasero in attività fino al 1880 e sono state le più ricche e longeve della Val di Zoldo. Altri giacimenti di galena e blenda si trovavano ad Astragàl, Brusadaz, sul Sass de Formedàl e sul monte Punta; modesti siti di estrazione del ferro (non sufficienti però ad alimentare le fusinèle della valle) erano a Sottorogno e Pècol.

 


[Testo: Unione montana Longaronese Cadore Zoldo]

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