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Musei e mostre in Val di Zoldo e dintorni

La Val di Zoldo è un valle nel cuore delle montagne più belle del mondo, le Dolomiti, ma rappresenta anche una comunità con una ricca storia da raccontare.

 

Terra di gelatieri, ma anche di ciodaròt, di pastori e contadini. La cultura della montagna, tramandata di generazione in generazione, si può respirare passeggiando tra i paesi, e approfondire nei piccoli musei, dove tradizioni, folklore e storia si incontrano, per raccontare la vita di chi ha abitato e abita ancora, le Dolomiti.

 

Museo del ferro e del chiodo

Il museo racconta e celebra quello che è stato il protagonista della Val di Zoldo per molti secoli: il ferro. Gli scavi nei pendii, il rumore incessante dei magli e dei martelli e l'odore del fumo di carbone hanno segnato a lungo il paesaggio di questa montagne.

 

"Armi zoldane combatterono in Levante fino ai tempi delle Crociate; chiodi fabbricati in questa valle tennero insieme i fasciami delle navi e tutto ciò che nella Repubblica s'inchiodò, per oltre mezzo millennio; qui si estrassero il ferro, il rame, l'argento, il piombo, lo stagno, tutti i metalli insomma, che fecero grandi e splendide le città di Terra Ferma e la stessa Venezia!" ("Marco e Mattio" di Sebastiano Vassalli, edizioni Einaudi Torino 1994)

 

Dell’antico mestieri di lavorare il ferro e fabbricare chiodi sono rimasti diversi toponimi, come “Fusine”, “Fornesighe” o “Forno” paesi della Val di Zoldo. Ma è rimasta anche la forte volontà da parte dell’intera comunità della Val di Zoldo di raccontare la propria storia attraverso le testimonianze orali e scritte del Passato.

 

Si è partiti quindi dalla memoria individuale e collettiva, ricostruendo l’ultimo secolo di lavoro dei ciodarot (produttori di chiodi) nelle fusinele (fucine), tra Ottocento e Novecento.

 

Dalla specializzazione dei ciodarot nella produzione di chiodi e brocche da scarpe sino al lento abbandono dei mestieri legati alla lavorazione del ferro, vicende e ricordi che ritornano in luce.

 

"Negùn fèa ben ciòdi come in Zoldo": il Museo del ferro e del chiodo di Forno è proprio dedicato a loro, i ciodarot e fabbri zoldani. distribuito su due piani presso il palazzo del Capitaniato.

 

L’ambiente dove questi lavoratori trascorrevano gran parte della giornata, le materie prime, l’attrezzatura, le antiche usanze e i saperi, tutto narrato da immagini, suoni e testi, per riportare il visitatore ai tempi di allora.

 

Per la realizzazione di questo Museo, fortemente voluto e sostenuto dall'Amministrazione Comunale di Forno di Zoldo, un ruolo importante va attribuito alla Fondazione Giovani Angelini e in particolar modo a Giovanni ed Andrea Angelini che hanno contribuito, con le loro ricerche e studi, a far conoscere il passato di questa valle ai quali il museo è dedicato.

 

Museo del Ferro e del Chiodo

Via S. Francesco 15
32012 Forno – Val di Zoldo

 

Aperto - estate 2018

Da sabato 14 a domenica 31 luglio: mercoledì dalle 16.00 alle 18.30; sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.00 / dalle 16.00 alle 18.00. Da mercoledì 1 a venerdì 21 agosto: mercoledì e venerdì dalle 16.00 alle 18.30; sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.00 / dalle 16.00 alle 18.00. Da sabato 1 a domenica 16 settembre: mercoledì e venerdì dalle 16.00 alle 18.30; sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.00 / dalle 16.00 alle 18.00. Da mercoledì 19 a domenica 23 settembre: mercoledì e venerdì dalle 16.00 alle 18.30; sabato e domenica dalle 16.00 alle 18.30.


Per visite guidate di gruppi, contattare la segreteria del Comune di Val di Zoldo: +39 0437 78144.

 

Museo dei mestieri, usi e costumi della Valle di Goima

L’idea di un museo nasce nel 1986, quando un gruppo di persone fonda nella valle di Goima in Val di Zoldo, l'Istituto Culturale della Valle di Goima e inizia ad allestire delle sale, con l'obiettivo di raccogliere, con ordine e completezza, gli oggetti e gli strumenti che testimoniano il modo di vivere dei propri avi.

 

Nel 2016, su volere dell’Amministrazione comunale di Zoldo Alto, il museo è stato sottoposto a un restauro, dove sono stati rivisti la disposizione dei pezzi esposti e il filo conduttore che li lega. Alla base del racconto vi è la casa tradizionale zoldana, con il suo fogher, elemento che fa da benvenuto e da chiusura al visitatore, con una riproduzione all’inizio e alla fine del percorso espositivo.

 

Le sezioni, descrivono gli ambienti dove gli abitanti della Val di Zoldo trascorrevano gran parte delle loro giornate, e i numerosi lavori in cui erano impegnati, dalla filatura della lana alla lavorazione del latte.

 

Manufatti che regalano emozioni, perfetti nei dettagli ed estremamente funzionali, appartenenti a una cultura dove l’ingegno sapeva trasformare un semplice oggetto per l’uso quotidiano in una piccola, autentica opera d’arte, frutto del sapiente artigianato locale.

 

Museo dei mestieri, usi e costumi della Valle di Goima
Bivio Scuole – via Molin 3
32012 Val di Zoldo
Aperto sabato e domenica dalle 15.00 alle 18.00 dal 7 luglio al 26 agosto.
Per visite guidate di gruppi di 5 e più persone,chiamare uno dei seguenti numeri: 3313160276; 3404027388; 3880540581.

Per informazioni, contattare la segreteria del Comune di Val di Zoldo: +39 0437 78144.

 

“Al poiat” museo etnografico di Zoppè di Cadore

Testimonianze, oggetti di un tempo, il museo “Al poiat” di Zoppé di Cadore si ricollega all’antico mestiere dei carbonai, illustrato ai visitatori attraverso riproduzioni e video, dove vengono riportati i diversi passaggi di preparazione di un “poiat” o carbonaia e la sua accensione.

 

Carbonai ma non solo, anche altri manufatti di uso comune pensati per la creazione degli scarpet (le calzature di una volta), dei chiodi, oppure per la lavorazione del legno e del latte.

 

Una raccolta che racconta la vita di montagna, citando anche gli artisti illustri che vissero nel piccolo Comune di Zoppé di Cadore, come Fiorenzo Tomea e Masi Simonetti: “il paese (Zoppé) è isolato dal mondo (…) ciò è poetico per coloro che sono stravaganti come me” (M. Simonetti).

 

“Al poiat” museo etnografico
Via Bortolot
32010 Zoppé di Cadore
IL MUSEO E' CHIUSO.
Per visite guidate di gruppi, contattare la segreteria del Comune di Zoppé di Cadore: +39 0437 791000.

 

Messner mountain museum – museo delle nuvole

Situato in un punto panoramico, circondato dalle Dolomiti Ampezzane, del Cadore e della Val di Zoldo, il Messner Mountain Museum domina le vallate circostanti dalla cima del Monte Rite (2181 m). Il tema dell’esposizione all’interno dell’edificio, utilizzato come forte difensivo durante la Prima Guerra mondiale, è la roccia, un elemento che rappresenta l’anima della montagna e il suo fondamento.

 

Il museo, aperto dal 1 giugno al 30 settembre, è raggiungibile a piedi da diversi sentieri dal versante cadorino e zoldano, oppure dal Passo Cibiana tramite il sevizio navetta operativo nel periodo di apertura.

 

Messner mountain museum
Monte Rite
Apertura dal 1 giugno al 30 settembre 2018.
Orari: 10.00 - 17.00 in giugno e da metà settembre
10.00 - 18.00 da luglio a metà settembre.

Contatti: Tel. +39 0435 890996 - e-mail dolomites@messner-mountain-museum.it

Navetta Monte Rite - dal 1 giugno al 30 settembre dalle 9.30 alle 17.00 nei mesi di giugno e settembre. Dalle ore 9.30 alle 18.00 nei mesi di luglio e agosto. Info al numero: +39 335 5473971.

 

Mostre

Mostra naturalistica

A Pieve (Val di Zoldo) presso le ex scuole elementari, si trova la ricca collezione di ritrovamenti che narrano la storia degli animali che abitano i boschi e le montagne delle Dolomiti.

 

Dalle numerose impronte ai nidi, correlati da una dettagliata scheda per ogni specie, la mostra si snoda in tre ampie sale, e regala tante curiosità sulla fauna del territorio zoldano.

 

Mostra naturalistica
Ex scuole elementari (primo piano)
32012 Pieve, Val di Zoldo
Apertura su richiesta per gruppi e scolaresche previa chiamata al numero +39 330848450 oppure +39 04371956385.

 

Apertura estiva 2018: luglio e agosto nelle giornate di martedì, giovedì, sabato e domenica dalle ore 16.00 alle 18.00. Settimana di Ferragosto aperta con gli stessi orari tutti i giorni.

 

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