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Antichi e nuovi saperi della Val di Zoldo

Il legno e il larice zoldano


Il legno, l’oro della montagna, una delle risorse più preziose delle vallate alpine. Un materiale celebrato in tutte le sue meravigliose potenzialità, sia in Passato che ai giorni nostri. Oggi è possibile ammirarlo nelle stupende abitazioni della Val di Zoldo, nelle sue architetture raffinate e nei caratteristici tabiai (tabià al sing.), gli antichi fienili. Il legno si utilizzava per la costruzione quasi di qualsiasi oggetto, dai recipienti per il latte alle suole delle scarpe chiodate, le galoze in dialetto zoldano. Una volta era materia pronta per essere scolpita da grandi artisti, come Andrea Brustolon, il Michelangelo del legno, Valentino Panciera Besarel e Angelo Majer, ora è fonte di ispirazione di artisti e abilissimi artigiani, per la creazione di maschere e opere di ogni genere.
Legno pregiato nella sua storia, nelle vicende che esso ha vissuto nei secoli, come il larice zoldano, riconosciuto nel settore per il suo inconfondibile colore rosso acceso e il suo profumo. Legno valorizzato dalla passione degli antenati, legno con un anima, che parla di generazioni e generazioni di zoldani, vissuti nelle loro terre.
Oggi il legno è ancora protagonista, grazie alla realtà familiare della Segheria Traiber, azienda di Claudia Scarzanella e ai laboratori degli scultori, che trasformano il legno in un’opera d’arte unica.

 

Segheria Traiber

Loc. Villanova, 26
32012 Val di Zoldo (BL)
tel. +39 3495537322


Le maschere
Fornesighe il paese che mai bruciò, con le sue abitazioni in legno, le più antiche risalenti a oltre cent’anni fa, sopravvissute ai numerosi incendi che spesso colpivano i piccoli centri di montagna.
Ogni primo weekend di febbraio questo borgo ospita la “Rassegna dei volti lignei dei carnevali di montagna”. Un concorso che si svolge in seno alla Gnaga, il Carnevale della Val di Zoldo e che vede coinvolti circa un centinaio di maestri mascherai alpini con le loro maschere. Volti grotteschi, spiritosi, paurosi, allegorici, una collezione custodita in parte nella sala sede dell’Associazione Al Piodech Zoldan, oppure visibile durante la tradizionale sfilata della Gnaga, tra l’Om salvarech, il matazin e la maschera della Gnaga stessa.


Il miele


Per essere apicoltore bisogna avere grande passione per il mondo della natura, pazienza e rispetto verso i suoi ritmi. Fare il miele richiede cura e lavoro durante tutto l’arco dell’anno. Le api sono animali importantissimi e delicati, anche durante l’inverno devono essere nutrite e protette dall’attacco di eventuali parassiti. A luglio e ad agosto sono impegnate nell’alacre lavoro dell’impollinazione, quello che ci consentirà in seguito di degustare il dolce nettare. Tiglio, acacia, betulla, ogni miele ha il suo colore e il suo gusto, dovuto alla varietà faunistica del territorio. Celebre in Val di Zoldo è il miele millefiori, l’essenza dell’estate alpina e dei mille fiori dei pascoli di montagna.
In Val di Zoldo lavorano diversi apicoltori, i cui mieli sono venduti presso i principali negozi di alimentari della zona, oppure presso la loro azienda agricola o abitazione.
Per informazioni: turismo@valdizoldo.net.


Il formaggio d’alpeggio e altri prodotti


I numerosi agriturismi e malghe nell’area della Val di Zoldo permettono ai visitatori e agli abitanti locali di gustare il frutto del duro e gratificante lavoro d’alpeggio. La classica giornata di un malgaro inizia alle 5.00 del mattino, certo con qualche sbadiglio, ma anche con un’alba mozzafiato sulle cime dolomitiche. Circondato da crode (rocce) appena appena rosate si reca alla stalla, dove gli animali verranno sfamatile caprette e le mucche verranno munte e infine portate al pascolo. Tutti hanno il loro importante ruolo nella stalla, e nella stalla ognuno è fondamentale. Durante il pomeriggio non ci si ferma mai, preparando ottimi piatti al ristorante e nel laboratorio caseario il formaggio o la ricotta fresca. Infine si va a dormire con le stelle, richiudendo gli animali nella stalla dopo averli accuditi e salutati ancora una volta.
Per informazioni: turismo@valdizoldo.net.

 

Lo zafferano

 

Un corso sul ripristino e l’introduzione di alcune colture ha fatto scattare in Pierina Giacomel dell'azienda agricola Grif del Diaol Giacomel, l’interesse verso l’oro rosso, lo zafferano.
Per questa ragione qualche anno fa ha iniziato ad acquistare i primi bulbi e a preparare il suo campo dove i delicati fiori sono poi cresciuti rigogliosi in Val di Zoldo. Ogni stagione si ripete lo stesso ciclo, con tanta pazienza, lavoro e dedizione: da giugno, si dissotterrano i bulbi e nei mesi estivi successivi il terreno viene arato e curato per poterli accogliere e ripiantare nuovamente a settembre. Infine, da settembre a ottobre l'impegno si concentra nel raccolto, che comporta alzarsi presto al mattino prima che i fiori si aprano al sole, raccoglierli e seccare i preziosi pistilli. Lo zafferano ha dato così tanta soddisfazione da portare la piccola azienda agricola della Val di Zoldo a provare anche nuove esperienze, come la coltivazione biologica di patate, fagioli, mais, mele e rose per il confezionamento di marmellate e sciroppi.

Azienda agricola Grif del Diaol di Pierina Giacomel
via Sommariva 18 32012 Val di Zoldo

 


 

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Tel. +39 0437 789145
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turismo@valdizoldo.net