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Lezioni dolomitiche

Fatica, fatica, mal ai piè. Mi son dimenticato di tagliarmi le unghie dei piedi prima di partire e ora mi sembra che mi abbiano preso a martellate gli alluci. Scarponi che calzano giusti, per saper dove mettere i piedi in qualunque condizione, ma se non ci si taglia le unghie, son dolori.



Un dolore dissonante rispetto alla magia che si dipinge attorno a me in quest’ora, quando il sole si appresta ad andare a dormire. Il cielo è incredibile, guizzi di arancio, viola, rosso si stagliano sulle pareti dolomitiche, penetrandole… non solo riflessi ma… non si riesce a dire: l’Enrosadira.
Pochi passi mi separano da quell’antro ospitato da quell’enorme sasso.


Sarebbe bello che ci fosse anche un tubo di stufa, che sbuca da là dentro. Immaginandomelo mi vedo ranicchiato nel silenzio, riscaldato dal fuoco. Non c’è, ma nel mio zaino riposa un buon sacco a pelo!
Mi fermerò a dormire… acqua ne ho, cibo anche, legna di mugo secca ce n’è ad un tiro di schioppo. Anche una pila e qualche candela sono dei nostri. Nessuno mi aspetta a casa (son partiti tutti per le vacanze, bimbo, bimba e moglie). Il saperli felici e lo scoprirmi di colpo libero dalla quotidianità mi fa allargare i confini della mia casa fin quassù, in questo Vant della Moiazza. Non rubo niente a nessuno se mi fermo qui a dormire.


Bello così, senza aver programmato e tantomeno prenotato. Non c’è nessuno, solo io, l’eco di una decisione presa nell’ultima manciata di minuti… e quei tre camosci che zampettano sulla sommità del mio sasso.
Mi salta fra le mani un libro che da un po’ continuo a rileggere, era in fondo allo zaino. Calvino con le sue Lezioni Americane. Ne leggo alcune parti fra cui l’indice, alla luce di candele rinvenute fra i sassi, nel mio ricovero di pietra e fuoco.



Vi son descritte le sei parole che Calvino regala all’umanità prima di non respirare più e quindi prima di smettere di scrivere e raccontare. Dice che sono parole importanti di cui il senso va recuperato… è una emergenza, si deve fare.


Le parole sono: Leggerezza, Rapidità, Molteplicità, Esattezza, Visibilità, Coerenza. Mi ricordano i camosci.
In questa notte, avendo scelto di dormire qui, mi addormenta tutto ciò che sta fuori da questo riparo. Attorno a me, un mondo di rocce, reso trascendente dalla luna piena e da queste stelle; un sottofondo di voci, morbide e carezzevoli, che diffondono Lezioni Dolomitiche, perfettamente in rima con le parole di Calvino.

 

Lezioni dolomitiche. Fatica, fatica, mal ai piè. Mi son dimenticato di tagliarmi le unghie dei piedi prima di partire e ora mi sembra che mi abbiano preso a martellate gli alluci. Scarponi che calzano giusti, per saper dove mettere i piedi in qualunque condizione, ma se non ci si taglia le unghie, son dolori.

 

Emiliano Oddone

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