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Sci di fondo: tra passo scivolato e pattinato

Ogni sciatore che ha scelto il ritmo, il coordinamento dei movimenti e il guardarsi attorno tra il passo scivolato e pattinato dello sci di fondo, potrà raccontarvi millanta storie di uomini erranti, pitture rupestri e antiche scritture che narrano di “zoccoli piani di legno e lunghi ed in punta rivolti all’insù” o di “tali arti e tali ingegni e modi di scorrere”.


Si dice che gli sci da fondo nascano dalle necessità dei popoli del nord (sci nordico).

 





I lapponi ne esportarono l’utilizzo in Norvegia e Svezia, ma probabilmente strumenti simili erano già diffusi. D’altro canto spostarsi senza sprofondare nella neve ed evitando di impiegare tempi biblici per ogni centinaio di metri deve essere stata un’esigenza di molti. Ad oggi si tende a fare più affidamento sugli spazzaneve e sulle catene ben riposte nel bagagliaio della macchina, ma lo sci di fondo resta un’esperienza per tutti.


Di più immediata fruibilità rispetto allo sci di discesa, meno chiassoso negli usi e costumi, lascia il tempo per guardarsi attorno, per concentrarsi sulla traccia, per diventare via via meno goffi. Lo sciatore esperto vi sfreccerà accanto a testa alta. Lui già intravede renne e fiordi all’orizzonte ed affronta le salite a passo regolare.

Infischiatevene: i fiordi magari rimandateli al prossimo anno, perché in Val di Zoldo lo sci nordico vi porta dritto dritto tra i monti Civetta e Pelmo, uno dei cuori delle Dolomti UNESCO. Gli anelli del percorso di Palafavera, vi fanno immergere fra boschi ed ampie radure con a fianco le montagne improvvise e verticali, vicine. Un altro modo di toccare con mano la storia geologica, i mari antichi e le pagine del libro di rocce impilate a brillare al sole ed impegnate ad ospitare la neve.


Istruttori stranieri furono ingaggiati per l’addestramento di interi reparti di sciatori durante la prima guerra mondiale, quando si ebbe un enorme sviluppo di questa disciplina. Più serenamente potete invece godere della convivialità di questo sport, scivolando ritmicamente o rinfrancandovi a bordo pista. Troverete sicuramente qualcuno che a domanda risponderà raccontando della storia della sciolina, che fece la sua comparsa un dì di fine 800 inizio 900… Benedetta giornata!

Perché va bene incastrare gli sci nei binari che danno quella sensazione di sicurezza, va bene spingersi con le racchette, va bene imparare a cadere nella neve con una certa eleganza, va bene che i norvegesi per tradizione si fanno delle gran lunghe scampagnate tra dolci pendii, ma senza sciolina sarebbe tutto un tribolo tra un passo avanti e due indietro, altro che coordinamento e scivolate!

 

Rachele Lodi

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