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La magia dell'acqua: verso il Bosconero

In una serena giornata di agosto decidiamo di fare una tranquilla passeggiata nel bosco

e ci dirigiamo lungo la strada provinciale 251 in direzione Longarone fino al parcheggio di Pontesiei.

Da qui imbocchiamo il sentiero 490, che conduce al Rifugio Bosconero, che sale nel fitto bosco sempre molto umido.



Arrivati al Pian del Mugòn continuiamo la nostra camminata facendo una deviazione per il laghetto e la cascata.

E’ un bosco magico, da cui filtra la luce del mattino inoltrato: la mia attenzione viene catturata da un simpatico bruco dai colori particolari che si mimetizza con le sfumature delle foglie.



Attraversato un piccolo ruscello chiamato Aiva del Roka si arriva in un punto dove si può godere di una splendido panorama sul gruppo del Bosconero.



Ed eccoci arrivati al Fos de Boscnegre, denominato anche laghetto delle streghe, incorniciato da alberi e vegetazione che vanno quasi a proteggerlo come un gioiello in uno scrigno segreto.



Dopo una breve sosta ci dirigiamo verso la cascata, incastonata tra un cielo limpido e le rocce illuminate dai raggi del sole. Una vista stupenda, che ci ristora la vista e l’animo dopo la salita.



Ritorniamo un po’ indietro attraversando il ruscello che sgorga dalla cascata e prendiamo un ramo del sentiero sulla destra, continuando la salita nel bosco.

Da una piccola finestra che si apre tra i rami si può intravedere la vista sulla Valle, sopra la quale si erge il Castelàz, che ha le sembianze di un enorme elefante sdraiato.


Attraversiamo un piccolo ponte in legno che guada un ruscello ricco di sassi coperti di muschio e di vegetazione. La luce filtrante tra gli alberi crea un gioco di luci fiabesco.

Ancora pochi metri di salita e arriviamo al Rifugio Casera di Bosconero.



Dopo un gustoso pranzo preparato da Monica e il meritato riposo, si rientra verso valle, percorrendo un altro sentiero meno frequentato, ma interessante.

Arrivati alla Casera dei Zot, scendiamo verso Pian de le Manze e dopo ancora ci si ritrova sul Pont de la Capotola.



Si continua per un altro tratto tra l’erba ormai alta, lungo un sentiero che costeggia un vecchio acquedotto, così per ricollegarsi al sentiero che abbiamo percorso all’andata, per poi ritrovarsi in parcheggio.

Escursione interessante per ammirare le bellezze dei percorsi alternativi

per uno dei bei rifugi della Val di Zoldo.

 

Eliana Santin

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