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Il paesaggio del blog

“Soltanto la narrazione trasmette il senso della bellezza […] una teoria sulla vita deve fondarsi sulla bellezza, se vuole spiegare la bellezza che la vita cerca”. J. Hillman

 

Un paesaggio autobiografico, ricco di presenze, di eventi, in continua trasformazione, che viene pensato e ripensato, letto e riletto, raccontato e rappresentato in una oscillazione continua di amore e timore, desideri e avversioni, piacere e sofferenza, salite e discese e non tragicamente, di vita e morte. E’ frutto della frequentazione, che vuole dire “andare alla montagna”.

 

Paesaggio che poi diventa arte, ma al contempo territorio che diventa paesaggio grazie all’arte. Del resto, chi non ha realizzato qualche cosa di buono, almeno una volta, mentre veniva ispirato dalla bellezza?

 

Pensare e raccontare il paesaggio, non solo per accrescere la consapevolezza del mondo e di sé, ma per collaborare a costruire una realtà non impoverita delle dimensioni della collettività, del bene comune, dell’immaginario e della bellezza che danno senso all’esistenza.
Identità dei luoghi e identità personale-collettiva devono essere abitate nell’ottica della costruzione di un’identità universale di apertura al diverso.

 

Un luogo può sempre diventare un laboratorio dove sperimentare la possibilità di dialogo con il diverso, di scambio reciproco, di confronto con l’alterità. Il paesaggio è quella dimensione dove la bellezza può rivelarsi e coinvolgere il cuore e la mente, contemporaneamente e per sempre.

Uno spazio, compresi quello digitale e/o virtuale, se parla di paesaggio diventa un luogo.

Lieti di presentarvi un Luogo Digitale, è un blog che si chiama Immersioni con gli scarponi.

 

Il genius loci del blog è l’anima di chi scrive, connessa a quella di chi legge. Un po’ come il collegamento che si verifica quando con una mano tocchiamo un fossile incluso nella roccia.

 

Nel preciso istante in cui il nostro dito si appoggia alla pietra, uniamo due momenti del tempo profondo che erano separati da centinaia di milioni di anni. Le terre triassiche dolomitiche possono mettersi in dialogo con il presente. Il tutto grazie alla curiosità che ci a spinto a toccare, per sentire, scoprire, capire.

 

I sassi delle Dolomiti sono solo apparentemente muti.

Contribuisci a fare di questo blog un paesaggio… interagisci! Preferisci parlare di cose che hai visto e incontrato e dichiara se parli di cose solo immaginate.

 

Emiliano Oddone

Info
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