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I Lach

I Lach. E tutti subito: ah dal laghetto! No, non proprio.
Ma allora, perché si chiamano così, le vaste lande sotto al Monte Pelmo che precedono il Rifugio Venezia?

Scopriamolo durante una bella passeggiata di primavera!

Dopo un’oretta di faticosa ma breve salita dal paese di Coi (1494 m) tra viali di larici colmi di licheni e muschi uno più bello dell’altro…

tra fontane e acqua corrente freschissima….

cervi che brucano via con gusto dal terreno l’erba appena spuntata, baite sotto il sole…

Paesaggi sul Civetta…

Cocole (pigne) mangiucchiate dagli scoiattoli…

Eriche selvatiche, fuscoin (cespugli) di rododendri e mughi…

Eccoci qui finalmente! Ai Lach (1981 m)!

Il terreno è paludoso, tanti piccoli specchi d’acqua riflettono il cielo. L’aria fresca che scende dalla parete del Pelmo fa un po' di solletico.

E’ uno spazio vasto, pieno di fascino. Che siano questi i Lach, quest’acqua che si increspa in superficie?

    “L’origine della depressione de “i Lach” è spiegabile col fatto che un piccolo ghiacciaio, avente come zona di origine La Fessura, ha deposto un argine morenico verso valle impedendo il deflusso delle acque e determinando un ristagno, cioè un lago”.


Un’area lacustre nel tempo riempita da sedimenti, i Lach rappresentano un biotopo torboso di grande pregio, che dà ospitalità a libellule, tritoni e rane.


Ci si immagina quando passeranno inosservati d'estate, quando il sole farà crescere l’erba e nasconderà a chi non si sofferma la vera natura di questo piano. Quando il mistero dei leggendari Lach si ripeterà rafforzandone la straordinaria magia.


[Fonte citazione: “I sentieri parlanti” applicazione gratuita per mobile realizzata dal Cai Veneto in collaborazione con la Regione Veneto e la Fondazione Dolomiti Unesco, molto utile per percorrere alcuni itinerari come l’Anello del Pelmo conoscendone le caratteristiche geologiche, storiche e paesaggistiche].

 

ATTENZIONE: come da comunicazione del Cai Veneto, in seguito al maltempo eccezionale dello scorso 29 ottobre alcuni sentieri risultano danneggati. Per aggiornamenti sullo stato dei sentieri visita la pagina www.caiveneto.it/home.

 

 

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