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Emozionarsi in pochi passi? In Val di Zoldo si può!

Giornata stupenda, fredda, ma non troppo, la prima spruzzata di neve, un cielo azzurro azzurro …insomma una di quelle giornate in cui avresti voluto essere in cima alla vetta delle vette delle Dolomiti, invece no!

Dopo pranzo si decide che una giornata così non la si può proprio perdere del tutto… imbocchiamo un sentiero che, o non si fa da anni, o che non si è fatto mai.

 

Uscendo dalla porta di casa a Cornigian, andiamo verso il Castelin, prima lungo la strada bianca poi sul vecchio sentiero, e così arriviamo alla casera. La casera del Castelin, appunto.

Non ci si ferma, si continua lungo la strada, finché arrivati alla sella, la strada ritorna ad essere sentiero, che scende, in direzione Castelaz.

Il Castelaz non è una cima, non è nemmeno proprio un monte, è uno scronch di roccia e vegetazione sotto la Cima Copada e sopra l’imbocco della Val di Zoldo. Uno di quei posti dove sinceramente non si pensa proprio di salire.

Il sentiero è da subito una piacevole sorpresa: pulito, evidente, immerso in un bel bosco.

 

 

A non più di un quarto d’ora di cammino, poco dopo aver lasciato la casera, il sentiero ha una biforcazione: o si scende verso Fornesighe, Villanova, o si continua… e noi continuiamo ad emozionarci! Ed ecco un’altra sorpresa: scopro uno dei posti più panoramici della Val di Zoldo!

Una scenografia da urlo: l’imbocco della Valle che corre lunga lunga, con la Civetta come fondale, una delle sue migliori prospettive estesa per tutta la sua bellezza.

A sinistra fa da quinta il Tamer San Sebastiano e a destra il Pelmo, con Zoppè accoccolata ai suoi piedi, e un po’ più sotto Fornesighe. Girandosi verso sud, compare, aperto come un ventaglio il gruppo del Bosconero e le Cime della Serra, ti giri ancora e l’Antelao fa capolino….cosa manca? Niente!

 

Con soli 300 metri di dislivello, un’ora di cammino, ci si mette nella tasca del cuore un panorama da far invidia alla cima del Monte Rite, del Punta; un panorama sorprendente, soprattutto per le insolite prospettive.

I clic della macchina fotografica si succedono velocemente, la voglia è quella di portarsi a casa lo spettacolo, anche se la cosa migliore è goderselo, e basta.

 

Anna Zaccone 

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