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Val di Zoldo: viaz del gelato

La Val di Zoldo evidentemente non è Cortina per quanto riguarda lo sci, ne su questo può competere con alcune mete del trentino o del bolzanino… ma la neve in Val di Zoldo è speciale, perché ne fa tanta e la trovi sia battuta che naturale. Perché la potrai frequentare in modo profondo sia di giorno che di notte… e qui potrai anche mangiarla, leccando un buon gelato!
 
…. la neve è vera in Zoldo, dove si passeggia con le ciaspe in sicurezza, per chilometri e chilometri ai piedi e nel cuore del Patrimonio dell’Umanità Dolomiti UNESCO. Qui la neve si mangia! in queste giornate di autunno che hanno regalato giornate nitide e terse, è facile immaginare come la neve a breve arriverà.
 
… ed è facile anche capire come il gelato e la neve siano legati profondamente.
Sì certo, ci vuole la neve anche per immaginare il gelato. La neve è un elemento che permette una rosa di esperienze molto intimiste e forti, possibili solo con l’appiattimento dei colore, con i giochi dei riflessi, con la perdita di certezze prospettiche e con l’essenzializzazione del corpo delle ombre….

La percezione del paesaggio innevato è del tutto particolare, in montagna in special modo, in Dolomiti ancora più specialmente… i giochi geometrici contenuti e sottesi dall’incredibile eredità geologica di queste montagne Patrimonio dell’Umanità vengono particolarmente evidenziati con le cenge e le discontinuità ammantate dalla neve.
E’ proprio vero che ci vuole la neve per immaginare il gelato…. Il popolo delle Dolomiti quindi non poteva essere escluso da quello che è l’ingresso nelle coscienze di un elemento del paesaggio, come la neve.

Ingresso nel campo percettivo collettivo e profondo, che, per una comunità rappresenta la base dei caratteri distintivi, come ad essere la fucina dell’immaginazione identitaria. Il ricordo della neve nel cuore e nella mente dei montanari dolomitici ha fatto sì che qualcuno volesse fare il gelato. Molti poi subirono questo fascino, attinente alla locale gamma di percezioni famigliari.. poi, ancora qualcuno decise di trasportarlo, di specializzarsi… e ancora, ci fu chi pensò soluzioni e prodotti a corredo del gelato, coni, cialde, porzionatori, contenitori.
 
Tutto ciò può succedere solo dove la neve colpisce particolarmente…. sull’Etna, in mezzo al Mediterraeo, in un clima quasi africano (infatti anche i siciliani sono fra i primi artigiani e diffusori del gelato)… oppure in Dolomiti, montagne dove la neve si appoggia in modo unico e del tutto particolare. Quindi, è gioco forza che da un gruppo di persone delle Dolomiti possa venire l’idea di riproporre la neve come ristoro ed alimento, durante i periodi più caldi dell’anno. Neve, magari condita con prelibatezze varie (vaniglia, menta, lampone, cacao etc) mescolata al latte ed opportunamente mantecata….. si mangia… leccandola e facendola sciogliere in bocca, quando il sole scalda le ossa e le lucertole, o i più appariscenti ramarri… escono sui sassi dei muri a secco o sul ciglio delle strade.

Eccoli qua i cadorini e gli zoldani, divisi da valli e monti, ma uniti da spunti linguistici e visivi, dall’essere dolomitici e… dall’immaginario del gelato; o meglio, dall’immaginario della neve e delle Dolomiti.
Furono i diffusori in Europa del concetto del gelato. Divennero tendenza, trasportavano la prelibata, genuina e fredda merce su carretti essenziali ma belli, fino nelle piazze o nelle vie dove tutti potessero beneficiarne. Sembra che i ricchi si recassero da loro con la coppetta e i cucchiai personali. Hanno inventato il cono a cialda avvolta, facendo del gelato un complesso di cui si mangia tutto. Hanno inventato il concetto di gelateria moderna, hanno inventato i porzionatori per fare le palline di gelato. Tutto a causa della neve…. e delle Dolomiti. E’ fantastico!
 
Così anche le persone in estate escono fuori, come le lucertole e i ramarri…. sentono il sole e, per contrasto, almeno un po’ di volte al giorno cercano la neve contenuta nei prelibati gelati…. e grazie agli zoldani e ai cadorini, questo è possibile.
Ora che l’estate è finita e che di gelato ne hai mangiato parecchio, ma mai abbastanza, vieni a fare a palle di neve in Val di Zoldo, un’idea per accogliervi potrebbe essere quella di inventare uno strumento per confezionare palle di neve, ispirato al porzionatore per le palline di gelato, anche se non vorremmo privarvi del piacere di sentire le mani, tipicamente fredde.
 
Emiliano Oddone
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