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Monica guarda il Bosconero

Il racconto di Emiliano, quando portò le due travel blogger Roberta Longo e Francesca Barbieri a visitare il rifugio Bosconero, gestito allora dalla grande Monica.
 
Francesca e Roberta ed io, abbiamo deciso di immergerci nelle Dolomiti; così, ci siamo incontrati, conosciuti e abbiamo raggiunto il Bosconero….. o meglio il rifugio che sta alla base delle pareti verticali nitidamente stratificate del Bosconero…. dopo una camminata di circa 600 metri di dislivello, abbiamo raggiunto di fatto una casa. Sì, nel senso profondo del termine…. il Rifugio Bosconero è accogliente e coerente, composto da tre edifici (rifugio originario fatto da sala, alloggio personale e cucina; dormitorio; aula didattica/magazzino)… è adagiato su un ripiano prativo, macchia libera dal bosco, che interrompe l’obliquità del pendio. Appena sopra di noi ci si raccorda ai ghiaioni, disseminati di grossi blocchi, incisi da colate di ciottoli e ghiaia, nutriti dalle pareti di dolomia che inesorabilmente e lentamente si sgretolano maestose. Appena arrivati, mentre ci levavamo gli zaini, abbiamo sentito il nitido e surreale rumore di uno schianto di rocce sul ghiaione sopra il rifugio. La montagna era lì, vicina e imponente, circondata da dense nubi grigie, ma attiva… in lento movimento.
 
E’ un rifugio simpatico…. che abbraccia. Si sente forte lo spirito del luogo, infatti, qui da oltre 30 anni ci sta Monica, e lei, nel parlare ricorda subito altre persone che sono state qui: chi l’ha aiutata negli anni, sostenuta, assecondata, affiancata, lasciata. Il posto sembra contenere le tracce di molti intenti. Qui Monica ha attraversato il suo tempo fino ad oggi, ed ora con l’aiuto di suo figlio, ha portato a termine la stagione 2014.

Adesso si sbaracca…. Settembre porta con se i venti freddi, le precipitazioni che fanno abbassare la temperatura, i colori che si modificano, i boschi che si colorano di rossi, marroni, gialli… la debole (per ora) voce dell’inverno comincia a farsi sentire. Dopo una stagione estiva pessima sotto il profilo metereologico, i gestori dei rifugi si “regalano” giornate conclusive splendide, che a volte irrompono con il cielo sereno, e con atmosfere rarefatte che fanno veder chiaro.
Chiari sono gli occhi di Monica, non solo nel senso che son verdi chiari, ma soprattutto perchè sembrano proprio trasparenti. Guardano attentamente e vedono…. la trasparenza, solitamente, fa vedere da ambo i lati, rende chiara la visione. Quindi, si può dire che, guardando Monica negli occhi, si riesce ad essere certi di avere davanti una persona autentica e diretta.

Svolge le sue mansioni con agilità, dando un occhio a tutto, è nel suo spazio e nel suo tempo, si muove agile e attenta come una cerva nel bosco, quando viene incontrata e resta sospesa, muovendosi avanti e indietro fra i piccoli immobili nel prato e la via di fuga sicura.  Monica ha un età indefinibile, sorride spesso fra sè e sè. I suoi pochi discorsi nominano sempre qualcuno… questo mi colpisce, le sue frasi non parlano mai di lei sola….

Il rifugio quando Monica arrivò, era costituito da un unico edificio, ora sono tre e ben inseriti… negli anni e con le dovute fatiche si è arrivati con grande generosità a migliorare gli spazi.
“Negli anni 80, quando molti venivano a scalare in Bosconero, il rifugio era colmo… io dormivo in cucina perchè la sala e le camere erano piene…. il bagno non c’era e per anni io uscivo per necessità sotto le stelle”. Forse è per questo, per il dialogo notturno con le costellazioni visibili nel cielo del Bosconero che Monica è divantata r-esistente. che ha dialogato con i luoghi capendo come far vivere questo angolo di Dolomiti.

“Negli anni tanta gente è passata di qui e molte storie si sono intrecciate, molti hanno fatto qualcosa per questo rifugio… ed eccomi qui”. Monica da sempre vuole rispettare quest’ambiente e chi viene qui a rifugiarsi, ed è per questo che negli ultimi anni ha messo in opera un impianto di fitodepurazione all’avanguardia, a servizio del rifugio. Inoltre nutre passione per la qualità e per la verità delle cose e cucina semplicemente ma bene, quello che si mangia e si beve ha sapore di genuino, come le sue poche parole.
 
 
 
Sintesi del progetto di fitodepurazione e trattamento sostenibile dei rifiuti
 
Sembra divertita da quello che fa e da quello che accade. Due bellissimi cani le fanno compagnia, assieme a due gatti, entrambi di dimensioni notevoli, con sguardi davvero felini.
A proposito di esseri agili: Roberta e Francesca… le mie compagne di viaggio… sono due travel bloggers che hanno partecipato in questi giorni a un educational, utile a promuovere la Val di Zoldo. Queste due professioniste del web hanno calpestato fotografandolo il sentiero che conduce al Bosconero, e abitato assieme a me la casa/rifugio del Bosconero. Bloggers agili nel farsi impressionare e coinvolgere dalla bellezza dei luoghi, e poi agili a tweettare e scrivere post quasi simultaneamente al viversi l’esperienza di immersione in Val di Zoldo.
 
Con loro e Monica, abbiamo trovato una dimensione comoda e piacevole, abbiamo goduto di un spazio e di un luogo, intriso di un atmosfera famigliare, ricca di umanità. Abbiamo parlato di geologia e di Dolomiti UNESCO, abbiamo parlato di passioni, con la schiena appoggiata alla calda stube che ci ha asciugato ossa e pensieri.
Abbiamo goduto anche della appassionata compagnia di Milo (detto da Monica “Milodonte”), che fra studi di archelogia montanara, esplorazioni geologiche, an goto de negre e molto altro ancora, ha trovato il tempo di accompagnarci lungo l’avventurosa via del ritorno. Proprio il ritorno spesso segna le esperienze, il ritorno da un bosco dove sgorgano acque trasparenti e che si chiama Nero solo perchè assorbe e contiene ogni sfumatura dei colori che compongono la luce. Devo proprio dire che questi Educational per blogger sono proprio educativi e divertenti.
 
Le montagne della Val di Zoldo inevitabilmente educano… a cielo aperto!
 
Emiliano Oddone
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