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Fratelli nella bellezza

Si va. Partendo da Zoppè di Cadore, continuando a costeggiare il monte Pena, fino ad arrivare, prima con l’immaginazione e poi, dopo qualche ora, con il corpo, sulle plasmate alture dei Campi di Rutorto ai piedi dell’impareggiabile Pelmo.
Due per tante migliaia di passi che ci fanno scivolare dove albergano le fate, e dove queste misteriose creature sono abituate, nelle sere di plenilunio, a celebrare. Avviene solo nei luoghi che reputano degni. Arrivati sulle alture affaticati e assetati, scatta la pausa panino.


Lo speck è prodotto in zona e ha il sapore del ginepro in fumo, il vino lo abbiamo portato dal trentino, un rosso intenso nato su altri versanti che fasciano i piedi alle Dolomiti. Si beve a canna con larghi sorsi. Il pane è quello di Luca il giovane panificatore di un paese di Zoldo, che lavora farine grezze. Ci sa fare soprattutto con la freschezza fragrante ancor profumata.
Il coltello che mi ha donato Rico, anziano ertano capace di invogliare le piante ad essergli utili, diventa nella mia mano come un eroica spada d’acciaio dolomitico.

Sono ora un cavaliere desideroso di offrire i suoi servigi. I panini sono belli che pronti. Uno io e uno mio fratello. Le mani libere vengono occupate nel tenere una fetta di formaggio locale fatto con il latte di capra, da morsicare all’occorrenza.
I gusti si mescolano armonici al ricordo dei tratti di meraviglia percorsi, che ci hanno portato a nutrirci qui. Dallo zaino sbucano delle mele, albicocche e una bacinella con dell’uva. Tutti doni del Lolo che coltiva la terra ad Arson, ai piedi delle Vette Feltrine. Sulle ginocchia del Pelmo, grazie alle nostre papille gustative, si sviluppa una sinfonia di diversi sapori e saperi dolomitici.


Le molecole ingurgitate (proteine, zuccheri, carboidrati, minerali) ci permettono di godere a pieno dello spettacolo. Dopo un bagno di endorfine, le energie scattano con le adrenaline e viene la voglia di emozioni giocose… e via a rincorrersi con gusto, rotolando nell’ospitale e fresca erbetta.


Il Pelmo roccioso, con un lento respiro maestoso osserva ogni singola piega del nostro mondo interiore: fratelli, che si rotolano nei prati, immersi nella bellezza.

 

Emiliano Oddone

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