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Val di Zoldo: il prato nel piatto

La montagna si risveglia sotto il sole caldo primaverile e inizia il tempo di camminare in Val di Zoldo. Il verde comincia a dominare con tutte le sue tinte possibili, partendo dalle valli in bassa quota, per procedere, in modo proporzionale alle temperature e all’allungamento delle giornate, lungo i versanti. La montagna si riveste di vegetazione e ritorna la voglia di attraversare i boschi e i prati, godendo dei particolari offerti da foglie e fiori.

 

Qualche tempo fa, venni iniziato a questo tipo di lettura del territorio da alcuni anziani e da un amico che mi hanno fatto capire come una buona insalata può essere ottenuta anche direttamente dal prato, evitando gli affollati e anonimi banconi del supermercato. Ecco che allora, foglie e fiori mi sono comparsi come utili e buoni compagni di tavola oltre che come decorazioni della primavera.

 

 

Tarassaco, salvia selvatica, primule, foglie giovani di pero e melo, silene, acetosella e erba cipollina possono diventare nobili arricchimenti di una buona insalatina. Così si vanno a riempire di gusti insperati e per nulla monotoni le prime fresche forchettate vegetariane di stagione.
Chiaro che le piante nella loro variegata “danza biodiversa” sono da conoscere bene e che è meglio essere accompagnati da chi le sa distinguere ed utilizzare, prima di nutrirsene. E’ sensato dunque acquisire esperienza, recependo consigli su luoghi e momenti di raccolta, oltre che sui rudimenti utili a non incappare in qualche spiacevole intossicazione da uso inopportuno.


Piante non solo da mangiare ma anche da bere: vale per tutti l’esempio del succo dissetante ricavato dai fiori di sambuco.

 

 

Piante da assimilare non solo crude ma anche cotte…. sono incredibilmente buoni ad esempio i risotti alle ortiche, o quelli accompagnati dalle foglie giovani di silene o ancora quelli arrangiati con il luppolo o l’asparago selvatico (ottimi anche nelle frittate).

 

Asparago selvatico

 


Luppolo

 

E quando si vuole davvero far godere il palato, si può anche pensare di raccogliere fiori di acacia e di friggerli impanati, godendo di una raffinatezza che può essere associata ad un dessert.

 

 
Fiori di Acacia

 

La primavera e la montagna messe assieme, offrono una gamma infinità di possibilità che passano per il cibo e la profonda frequentazione degli ambienti naturali. Non solo cibo però, considerando il potere curativo di molte piante come la calendula ,o l’arnica, o l’iperico…. piante medicamentose che alleviano irritazioni, dolori, e piaghe dovute a scottature.

 


Calendula

 

Insomma, l’aria non è l’unica cosa sana in montagna…. durante le escursioni in Val di Zoldo si possono cogliere fiori, piante ed esperienze, che possono concorrere ad arricchire la vita.

 

Un semplice trekking diventa così un’esperienza completa e incredibilmente ricca di verdi sfumature.

 

Emiliano Oddone

 

[Photo credits: Franco Voglino]

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