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Forno di Zoldo

Forno di Zoldo si trova a 848 m ed è un bel centro con una notevole propensione alle attività turistiche e commerciali. 

Nell'ambito comunale i nuclei abitati più numerosi, oltre al capoluogo e alle località più significative, sono quelli di Pralongo, Sottolerive, Dont, Villa, Sommariva, Campo, Sorogno, Astragal, Bragarezza, Dozza, Fornesighe, Casal, Foppa, Calchera, Cella, Prà.

Forno di Zoldo è uno dei comuni bellunesi che vedono una parte del loro territorio incluso nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi: la Val Pramper. Essa contribuisce in modo molto importante alla bellezza e alla suggestività del Parco, conferendo alcuni caratteri paesaggistici e ambientali tipici delle valli dolomitiche. In questi territori corre anche l'Alta Via delle Dolomiti N. 1 che unisce il lago di Braies a Belluno, passando appunto per la Val Pramper. Ma Forno di Zoldo è ricchissimo di altre possibilità costituite da passeggiate, escursioni più o meno impegnative.

Il territorio zoldano in più di una circostanza è stato duramente colpito da alluvioni e da calamità naturali. L'alluvione del 1966 è stata certamente la più devastante del secolo scorso. A Forno gli effetti patiti furono molto consistenti. Già nel 1890, un'altra alluvione provocò vittime e danni materiali. Per questa ragione data la fragilità del territorio, negli ultimi anni sono stati realizzati interventi di difesa idrogeologica piuttosto ingenti, nell'intento di accordare condizioni di sicurezza idonee a scongiurare il ripetersi di fenomeni altrettanto dannosi.

La Val di Zoldo è nota soprattutto per la nutrita e qualificata schiera di gelatai che dal secolo scorso hanno letteralmente invaso i paesi europei: Germania specialmente ma anche Austria, Svizzera, Francia, Belgio, Olanda, Ungheria. Senza contare le esperienze di taluni in paesi d'oltre oceano. Un mestiere difficile quello di gelatiere, che tuttavia ebbe subito successo per l'ottima qualità del gelato prodotto artigianalmente secondo la tecnica locale degli zoldani che si impose di gran lunga sul mercato delle città europee.

Notizie storiche

Una delle attrazioni di Forno è il Museo del Chiodo. Ha lo scopo di recuperare sotto il profilo storico e culturale l'antica tradizione zoldana della fusione e della lavorazione del ferro. Dall'attività mineraria in senso stretto al funzionamento del forno e all'attività di forgiatura e di produzione di chiodi e di altri arnesi, al visitatore viene fatto rivivere un percorso suggestivo ricco di documentazione e implementato con gli aspetti linguistici della parlata locale. Il Museo è accolto nell'antico palazzo del Capitano di Zoldo.

L'arte e lo zoldano costituiscono un binomio molto forte, che mette in evidenza artisti del tutto speciali, quali sono gli scultori del legno. Diversi sono i protagonisti di quest'arte difficile, che sono riusciti a conquistare i favori locali, ma anche ad affermarsi in ambiti più ampi. Si ricordano Andrea Brustolon (1622-1732), Paolo Gamba Zampol (1723-...) e Valentino Pancora Besarel (1829-1902), che hanno realizzato diverse opere di cui una parte visibile nella chiesa di San Floriano, a Pieve di Zoldo. Tale chiesa costituisce il cuore religioso dello zoldano. Fu ricostruita e consacrata nel 1487. Il legame tra lo zoldano e la scultura in legno è destinato a perpetuarsi nel tempo. Sul solco tracciato dal Brustolon, dal Besarel e dallo Zampol anche questo secolo ha segnalato ottimi artisti che hanno consolidato la grande tradizione locale. Mariano Lazzarin o Bruno De Pellegrin ne sono buoni e apprezzati protagonisti contemporanei.

 

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